«Conte ha violato la Costituzione»: va dai carabinieri e denuncia il premier

Tecnico commerciale di 40 anni ha firmato una denuncia di sei pagine. «Io ho uno stipendio mentre c’è gente che non ha soldi per mangiare» 
Cristiano Turchet
Cristiano Turchet

PORDENONE . «Tanti parlano, tanti scrivono sui social, tanti si lamentano, ma nessuno ha il coraggio di prendere qualche iniziativa. Ogni giorno vengo a conoscenza di persone e famiglie sempre più in difficoltà economica a causa di questa gestione della pandemia».

E così, mercoledì in tarda mattina, Cristiano Turchet, quarantenne tecnico commerciale di Roraipiccolo, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Pordenone e ha firmato una denuncia querela composta di sei pagine ipotizzando «l’attentato contro la costituzione dello Stato, abuso d’ufficio, violenza privata e qualsiasi altra ipotesi di reato ravvisabile nei fatti esposti» nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte.

«Un mio amico che abita in Austria mi aveva segnalato l’iniziativa dello studio legale dell’avvocato Edoardo Polacco di Roma. Mi sono accertato che fosse una vera iniziativa, una “denuncia popolare” e così ho proceduto».

Lo studio legale ha predisposto un modello di cinque pagine laddove si parte dalla proclamazione dello stato di emergenza e si ripercorrono gli atti seguenti: le misure restrittive di isolamento, la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e le iniziative private, la chiusura temporanea delle attività produttive e dei locali, bar e ristoranti. Secondo l’esposto, ciò avverrebbe in contrasto con sei articoli della costituzione e delle normative europee.

«Tanti doveri, tanti divieti, ma abbiamo anche dei diritti ed è giusto rivendicarli. Non ho firmato l’esposto per me, io fortunatamente una busta paga ce l’ho», sebbene in cassa integrazione straordinaria per l’emergenza coronavirus. «Ma è ora di finirla con le chiacchiere.

Leggo e sento di molta gente scontenta, che non ha soldi per potersi programmare un futuro, non tanto lontano, quanto del domani. Ho sentito parlare di sciopero fiscale, ma non si può fare perché altrimenti si viola la legge. E allora? Un amico mi ha girato l’esposto, che fa parte di una iniziativa lanciata a livello nazionale: l’ho letto ed è giusto che, secondo me, qualcuno risponda di questa situazione».

Conclude Cristiano Turchet: «Si ha quasi l’impressione che la gravità della situazione non sia percepita da chi governa. Non ci sono certezze: si è fermato un Paese sui forse, ci sono attività che rischiano il fallimento e gente che non ha soldi e senza forse. Non è giusto così».


 

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