Consiglio ridotto e con tanti volti nuovi

UDINE. La discesa in campo del movimento 5 stelle, il repulisti interno ai partiti seguito all’inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali e ancora il fuggi fuggi dei “provinciali” verso la Regione in cerca di un posto più sicuro sono il mix d’ingredienti che porterà al rinnovo dell’assise di piazza Oberdan. Di certezze, alla vigilia del voto, non ce ne sono molte, salvo una: chiunque sarà a governare la Regione nei prossimi 5 anni tra Renzo Tondo, Saverio Galluccio, Debora Serracchiani e Maurizio Bandelli dovrà misurarsi con un consiglio ampiamente rinnovato. E ridotto.
Dieci seggi in meno Con la legislatura a venire i seggi passeranno infatti da 59 a 49, per effetto della modifica costituzionale votata in extremis dal Parlamento poco prima delle scioglimento delle Camere. Quanto al rinnovamento, anche questo è annunciato. Basti scorrere le liste di partiti e civiche presentate nelle varie circoscrizioni per incappare in un nome nuovo dietro l’altro. I candidati sono 589 in tutto. Di questi solo 19 siedono oggi sui banchi del consiglio regionale. Consiglieri uscenti. Il partito che ha scelto di candidare il maggior numero di consiglieri in carica è il Pdl che ne ripropone 8 – Roberto Marin, Paride Carngelutti, Alessandro Colautti, Roberto Novelli, Luigi Cacitti, Luca Ciriani, Elio De Anna e l’attuale assessore esterno della giunta Tondo, Riccardo Riccardi – quelli che invece girano del tutto pagina scegliendo di non ripresentare nemmeno uno degli uscenti sono la lista dei “Cittadini per il presidente”, ribattezzata oggi “per Debora Serracchiani”, e quella dei pensionati.
Il Pd si ferma a tre “conferme”: Franco Iacop, Enzo Marsilio e Mauro Travanut, oltre a Enio Angola, già consigliere sì, ma tra le file dell’Italia dei valori, partito che dal canto suo, perso il consigliere della Val d’Arzino, conferma solo Alessandro Corazza. Claudio Violino e Mara Piccin sono i due consiglieri ricandidati dalla Lega Nord; Alessandro Tesolat e Maurizio Salvador i due dell’Unione di Centro. Solo uno nel caso di Sel: Stefano Pustetto. Mentre tutte nuove sono le candidature delle liste new entry: Autonomia responsabile, Movimento 5 stelle e Slovenska Skupnost.
Cambi di casacca Nella lista dei 19 si contano anche Alessia Rosolen, Franco Baritussio e il già citato Agnola. Consiglieri regionali eletti, ormai 5 anni fa, rispettivamente tra le file del Pdl i primi due e di Italia dei Valori l’ultimo, che oggi si ripropongono all’elettorato sotto l’ala di nuovi partiti o civiche. Baritussio, lasciato il Pdl, si è accasato ne La Destra ed è candidato nella circoscrizione di Tolmezzo. Rosolen (eletta cinque anni fa tra le file degli azzurri ma passata al gruppo misto dal gennaio del 2011) è invece la capolista, a Trieste, di Un’Altra Regione, mentre Angola ha detto sì al Partito Democratico e si piazza in seconda posizione nella lista di Udine.
Da Roma a Trieste C’è chi cambia casa e chi sceglie invece di dire ancora sì alla fede politica anche se questo significa in concreto fare un passo indietro, accontentarsi di una candidatura in Regione dopo aver perso il treno per Roma. È il caso del senatore Mario Pittoni: incassata la delusione per la mancata elezione alla Camera, ha accettato d’essere capolista della Lega Nord nella circoscrizione di Udine. Sui quasi 600 candidati scesi in campo è l’unico parlamentare.
Dalla Provincia alla Regione Un passo avanti, in cerca di sicurezze visto il destino a tempo determinato delle Province, cercheranno di compierlo invece 10 consiglieri della Provincia di Udine, i quali, anziché tentare una riconferma a palazzo Belgrado, hanno scelto di provare ad accaparrarsi un seggio a Trieste. Sono Daniele Macorig, Adriano Piuzzi e Mario Virgili del Pdl, Stefano Teghil ed Elena Lizzi della Lega Nord. Cinque assessori sugli otto della giunta Fontanini. Altri cinque se ne contano tra le file dei consiglieri vale a dire Cristiano Shaurli, Massimo Peresson e Paola Schiratti (Pd) oltre a Daniele Moschioni (Ln) e Stefano Della Pietra (La Destra). Dieci in tutto. Tanti se si guarda al consiglio provinciale. Appena un pugno se ci si concentra invece sulla folta presenza di nomi “vergini” candidati in tutte e 13 le liste in lizza. Nomi che, irrompendo in questa tornata elettorale sulla scena politica, ipotecano all’insegna del nuovo la futura composizione dell'assise regionale.
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