Confesercenti: a Udine il 20 per cento degli esercenti non ha riaperto

UDINE. Difficile avere stime precise, ma secondo Confesercenti Udine, come da previsione, circa il 20-30%
degli esercizi commerciali del centro cittadino ha deciso di non alzare le serrande già da oggi, primo giorno della «fase 2». Per quanto riguarda i numeri delle periferie, invece, sarà necessario un pò di tempo in più per avere un quadro preciso. Lo afferma l'associazione di categoria.
Quella che ha preso il via oggi è una settimana di sperimentazione per commercianti e ristoratori, ha fatto sapere l'associazione, e «ciascuna attività si è organizzata al meglio per rispettare le norme stabilite da Stato e Regione, e in molti hanno messo in campo tutta la creatività di cui dispongono per trovare le soluzioni più adatte non solo per rispettare le regole e garantire la sicurezza dei clienti e del personale». A questo proposito, è stato evidenziato che sarà determinante la collaborazione fra gestori e avventori per evitare assembramenti. Ora, ha concluso Confesercenti, «non resta che attendere e vedere quale sarà la risposta della clientela; la cosa importante era ripartire, ma ora ci vorrà del tempo per la messa a regime delle norme e soprattutto per valutare la ripercussione che le regole anti-contagio avranno sul volume d'affari di negozi al dettaglio, bar e ristoranti».
Riaprono oggi in provincia di Udine 2.673 imprese artigiane, con 5.583 addetti, che risultavano
completamente sospese o potevano operare solo parzialmente. Lo ha fatto sapere Confartigianato-Imprese Udine, che ha fornito i dati elaborati dal proprio Ufficio Studi su dati Unioncamere-Infocamere. Nel dettaglio, si tratta di 1.633 imprese artigiane che sono rimaste completamente sospese per tutta la fase di lockdown. Queste aziende, che fanno riferimento soprattutto a mestieri dei servizi alla persona, danno lavoro a 2.852 addetti, di cui 1.127 dipendenti.
PER APPROFONDIRE
Da oggi possono riaprire al pubblico anche 368 imprese dell'alimentare, ossia 208 take away e 160 pasticcerie e gelaterie, che potevano operare solo per asporto o con consegna a domicilio e in cui sono occupati 1.173 lavoratori di cui 681 dipendenti. Si aggiunge un bacino potenziale di 672 imprese artigiane, con 1.558 addetti, dei comparti artistico, moda e arredo casa, che finora, per un'errata interpretazione governativa, ha sottolineato Confartigianato-Imprese Udine, potevano vendere solo su internet o per corrispondenza, mentre da oggi possono riaprire le botteghe anche per la vendita
diretta al dettaglio.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto










