Polemiche ed esposto sul concerto di Bocelli, Riccardi: «Illazioni su presunti favoritismi»

L'assessore chiarisce la sua estraneità alle procedure d'appalto. Pd e Patto all'attacco: «Traspare un forte malessere nella maggioranza»

Valeria Pace
Il concerto di Bocelli a Gemona
Il concerto di Bocelli a Gemona

Il concerto di Andrea Bocelli che la Regione ha organizzato il 7 maggio scorso alla caserma Goi Pantanali di Gemona per commemorare i 50 anni del terremoto del Friuli torna al centro delle polemiche. Le opposizioni in Consiglio regionale, tramite i capigruppo Diego Moretti (Pd), Massimo Moretuzzo (Patto) e Rosaria Capozzi (Misto), parlano di «modalità sbagliate, clientelari ed eticamente inaccettabili» con cui la giunta spreca «decine di milioni di euro» in «manifestazioni estemporanee» invece di «affrontare le vere e numerose criticità del sistema regione». Il nodo questa volta non è soltanto il costo del concerto (oltre 3 milioni), già finito nei mesi scorsi nel mirino di interrogazioni da parte delle opposizioni, in particolare di Moretti e di Serena Pellegrino (Avs). Al centro del caso che è montato c’è infatti la questione di chi ha ricevuto l’affidamento e in che forma questo è stato aggiudicato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Verità, sui tavoli dell’Anac, l’autorità anticorruzione, starebbe per arrivare un esposto (non si specifica tuttavia la paternità dell’iniziativa) per denunciare presunte irregolarità, in particolare riguardanti un affidamento fatto con procedura negoziata senza bando a Fvg Live, una società in affari con una holding che fa riferimento al figlio dell’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Il nodo non riguarderebbe l’uso della modalità negoziata, giustificata dalla necessità di lavorare con chi detiene l’esclusiva per trattare con l’artista, bensì il fatto che l’offerta di Fvg Live porti con sé anche l’affidamento di tutti i servizi tecnici e logistici di organizzazione, valsi poco più della metà del totale dell’offerta da 3.133.838,40 euro. In questo contesto saranno da chiarire probabilmente anche le tempistiche tra la pubblicazione degli avvisi relativi alla procedura negoziata e l’assegnazione degli incarichi.

Circostanze che Riccardi «respinge» con forza in una nota, parlando di una «malposta illazione riguardo inesistenti favoritismi nei confronti di mio figlio Giovanni e/o di suoi soci», e fa sapere di aver dato mandato al suo legale di perseguire chiunque abbia pubblicato o pubblicherà notizie diffamatorie. Riccardi infatti specifica di «non aver partecipato a nessun titolo nella procedura di affidamento», che invece era in carico alla direzione centrale Attività produttive e Turismo, e che suo figlio «e/o società a lui riferibili non hanno avuto alcun tipo di incarico nell’organizzazione e/o svolgimento dell’evento». L’unico ruolo da lui svolto, specifica Riccardi in una nota, è stato presiedere il Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli «che ha individuato nell’artista Bocelli il profilo ideale per un evento di tale portata». D’altro canto, Riccardi, parlando con i giornalisti, ha detto: «Inquietante» pensare che «i figli dei politici non debbano lavorare». Intanto l’avvocato dell’assessore, Maurizio Miculan, fa sapere di aver già provveduto a recapitare una richiesta di rettifica e una diffida a pubblicare ulteriori notizie diffamatorie al quotidiano e al giornalista che ne ha scritto. Tutto ciò «impregiudicato il risarcimento dei gravi danni di immagine già arrecati», soprattutto a fronte del fatto che il «cronista sui propri profili social dichiara: “Non so se è successo, so che ci sono sospetti, io denuncio i sospetti”», annota Miculan.

La nota dell’assessore, però, non frena le polemiche politiche. Non solo per il merito della vicenda, ma anche perché, come nota la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti, «la natura e le modalità di diffusione della notizia rivelano fortissimi malesseri interni al centrodestra», affetto da «divisioni profonde e insanabili, che evidentemente coinvolgono» Fedriga stesso. Un fatto che notano anche i capigruppo di opposizione, specificando che «l’attacco all’assessore Riccardi non arriva dall’opposizione», o da organi di stampa vicini, «bensì da un giornale evidentemente di destra: è chiaro che le grandi manovre interne alla maggioranza in vista delle elezioni sono cominciate». Insomma, il caso, per le opposizioni, è scoppiato per il fuoco amico.

Intanto da più parti arrivano appelli allo stesso Fedriga a chiarire «ogni aspetto» della vicenda. Conti parla di «aspetti inquietanti» messi in luce e non esclude «atti di sindacato ispettivo» da parte del partito. I consiglieri dem Moretti e Massimo Mentil hanno fatto un accesso agli atti il 3 agosto chiedendo i dettagli delle spese. Pellegrino, autrice di un’interrogazione, parla delle notizie emerse come «sconcertanti per le casse pubbliche» e attacca: «La memoria del terremoto» non si onora «coprendo d’oro i grandi manager della musica a spese dei contribuenti».

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