«Con il nuovo impianto della Net non ha alcun senso il porta a porta»

«Con il nuovo impianto della Net estendere il porta a porta in tutta la città creando inevitabili disagi ai cittadini non ha alcun senso». L’affondo è del capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi. Più cauto il segretario del Pd, Vincenzo Martines secondo il quale la Net, «anche in considerazione della capacità dimostrata sul fronte dell’innovazione con il nuovo impianto, invece di accanirsi con una soluzione superata, dovrebbe proporre un progetto all’avanguardia calato sulla realtà udinese».
Applausi, quindi, per il piano che prevede la realizzazione del “digestore anaerobico” e nuovi dubbi in merito al porta a porta. «Il nuovo impianto che la Net costruirà a breve, per il quale mi complimento – attacca Bertossi –, fa piazza pulita sul minimo dubbio che il nuovo sistema porta a porta spinto del sindaco Fontanini sia indispensabile alla città di Udine. Ancora una volta sono proprio i dati forniti dalla Net a smentirlo clamorosamente». Secondo Bertossi, «Udine con il 67% di raccolta differenziata è già vicina alla media del 70% di tutti gli altri comuni e con pochissimo sforzo la supererà, semplicemente migliorando l’attuale sistema». Da qui la conclusione del leader di Prima Udine: «Ci è stato detto che il problema è il costo della discarica per il rimanente 30% di indifferenziata. Bene! Con il nuovo impianto l’indifferenziata, una volta trattata, scompare quasi del tutto e la necessità di discariche sarà ridotta al minimo! A questo punto qualsiasi persona di buon senso si chiede perché si deve stravolgere la vita dei cittadini, spendere cinque milioni di euro per 317.000 bidoncini di plastica e aumentare i problemi di salute dei lavoratori? Ribadisco che è quanto mai necessario un radicale ripensamento delle strategie della giunta con lo stop immediato a un progetto che non convince nessuno».
Il segretario dem è, invece, convinto che sia comunque importante migliorare la qualità dei rifiuti conferiti aumentando la percentuale di differenziata. «A non convincere – sottolinea – è lo strumento scelto per arrivare a ottenere un risultato sicuramente condivisibile».
Tanti gli interrogativi anche in merito al nuovo impianto – radicalmente diverso da quello attualmente esistente –, dove saranno lavorati, su due linee distinte e separate, il “Forsu”, vale a dire la frazione organica dei rifiuti proveniente da raccolta differenziata e il “Fop”, ossia la frazione organica putrescibile da raccolta indifferenziata.
L’investimento sfiora i 35 milioni di euro e consentirà alla Net di compiere un ulteriore balzo in avanti nel trattamento dei rifiuti con l’obiettivo di trasformarli in una risorsa. «Di per se l’idea è ottima – sostiene Martines –, l’investimento di rilevo. Ma ovviamente i rischi in agguato vanno valutati e seguiti con attenzione e noi ci aspettiamo di poterli vagliare strada facendo. Sarà interessante seguire i passaggi condividendoli in Consiglio comunale e mi aspetto che questo dialogo avvenga anche per iniziativa diretta della Net, che ci aiuti a sollecitare la giunta a fare conoscere alla città, i maggiori dettagli possibili. Come sempre e come ci aspettiamo per la differenziata cosiddetta “porta a porta” (posto che lo sarà solo in parte), vogliamo conoscere lo sviluppo del piano industriale del “digestore anaerobico”. Infatti ci si può chiedere: il piano industriale, fra due anni, sarà ancora attuale? Avrà bisogno di essere riattualizzato? Le effettive competenze previste per la sua concreto operatività sono e saranno all’altezza? Quanto costerà il conferimento? Che impatto avrà su città e territorio in termini più generali di sostenibilità e miglioramento complessivo, fra due anni? Il risultato positivo è probabile ci possa essere, anche se forse l’investimento parte un po’ in ritardo. E poi, che relazioni saranno costruite con gli altri impianti regionali per esempio per creare un vantaggio di più larga scala? In materie così importanti ci vorrebbe il massimo del coinvolgimento possibile dei portatori di interesse, primi fra tutti i cittadini. È il minimo che ci aspettiamo dalla Net e dal governo della città».–
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