Commozione e applausi: San Giorgio ha salutato “Jonny"

Tanta partecipazione ai funerali del finanziera ucciso per vendetta. Il parroco, monsignor Schiff: “Lui è cresciuto in quella saggezza cristiana che vince il male facendo il bene”

SAN GIORGIO. Commozione. Tanta commozione. E un lungo applauso. Questo il filo conduttore della toccante cerimonia funebre tenutasi ieri in Duomo a San Giorgio di Nogaro, per Franco “Jonny” Pavan, il finanziere ucciso una settimana fa a Piancada da Angelo Brocchetta.

Cerimonia che ha vissuto un momento di grande intensità alla consegna alla famiglia il Tricolore che avvolgeva la bara.

Non era passato da molto mezzogiorno, che il Duomo ha iniziato a riempirsi di amici e conoscenti, e tra questi moltissimi volontari di ViviamoInPositivo Friulclaun, che con le loro sgargianti divise e i “nasi rossi”, hanno atteso abbracciandosi e piangendo, l'arrivo del loro amico con cui tante volte, hanno portato il sorriso tra le corsie degli ospedali.

Tanti colleghi finanzieri che, caparbiamente, fino all'ultimo non hanno voluto rivelare che la salma di Franco Jonny Pavan, si trovava dalla mattina in caserma a San Giorgio, per ricevere l'ultimo saluto da chi per tanti anni ha condiviso lavoro e amicizia.

Alle 14, puntuale, è giunto il corteo funebre in Duomo, dove ad attenderlo c'erano le più alte cariche militari regionali, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della capitaneria di Porto, il Prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo, i sindaci di San Giorgio, Palazzolo e Porpetto, le associazioni combattentistiche con i Labari, i rappresentanti della Sangiorgina Calcio con il Labaro, e i piccoli del Palazzolo calcio, e quelli dell'Udinese club. E tanta gente comune, che aveva conosciuto e amato “Jonny”.

Sul sagrato, schierato il picchetto d'onore dei Baschi verdi, che hanno portato in chiesa, la bara avvolta nel Tricolore. Subito dietro il cuscino con il cappello di Pavan. E poi i famigliari che con grande dignità hanno vissuto questa terribile prova.

La cerimonia religiosa, presieduta da monsignor Igino Schiff, e concelebrata con il parroco di Palazzolo don Zentilin, dal cappellano militare don Costalunga, dai sacerdoti don Denys e don Targa, ha vissuto momenti di grande emozione fin dall'inizio. Monsignor Schiff ha evidenziato come “la solidarietà sia amore. Lui è cresciuto in quella saggezza cristiana che vince il male facendo del bene”!

Commosso, don Costalunga, nell'esprimere la sua solidarietà ai figli, alla moglie Germana, alla mamma Linda, ai fratelli Cristina e Massimo, e a Eva, ma anche a quanti erano presenti alla cerimonia, ha ricordato come Pavan era approdato in Guardia di Finanza, il suo carattere solare e coinvolgente, la passione per il calcio e l'Udinese, “amava il suo territorio”, il suo essere un trascinatore.

“Bravissima persona- ha detto-: gentile ed educata. Impegnato nel lavoro. Marito esemplare e padre affettuosissimo. Riusciva a far ridere i bambini e aiutare chi aveva bisogno”.

Coinvolgente il ricordo fatto dal comandante regionale della Guardia di Finanza, Antonino Maggiore, che ha sottolineato che Franco “era parte della nostra famiglia. Sì perchè anche noi siamo una famiglia, e ci è stato strappato in questo modo. Ho vissuto con dolore quanto accaduto. Alla famiglia va la mia totale solidarietà e un abbraccio”.

E' sceso ed ha abbracciato tutti. Alla fine la salma è stata trasportata per il cimitero di Lignano dov'è stata tumulata.

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