Coltiva marijuana in casa, la zia lo denuncia: trentasettenne arrestato

L’uomo, residente a Pordenone, è accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale, essendosi opposto al controllo dei poliziotti, che si erano attivati sulla base di una segnalazione arrivata da parte di una familiare esasperata dalla situazione

A incastrare il 37enne, trovato con sette piantine di marijuana in casa, è stata la segnalazione della zia
A incastrare il 37enne, trovato con sette piantine di marijuana in casa, è stata la segnalazione della zia

Sorpreso con sette piantine di marjuana in casa, si oppone al controllo da parte degli agenti di polizia. È stato sottoposto all’obbligo di dimora Yliasi Edisnaid, 37enne di origine albanese residente a Pordenone, arrestato venerdì scorso dagli agenti della questura. Il pubblico ministero, Carmelo Barbaro, aveva inizialmente chiesto gli arresti domiciliari, ma il gip Beatrice Arnosti ha disposto l’obbligo di dimora a casa della madre, residente a Pordenone.

Il 37enne è accusato di resistenza a pubblico ufficiale dopo quanto avvenuto nel corso di controlli. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe partito da una segnalazione arrivata alle forze dell’ordine da parte di una familiare dell’uomo, la zia, esasperata dalla situazione.

Tempestivo l’intervento delle volanti, che si sono recate nell’abitazione per verificare quanto stava accadendo. Durante il controllo sarebbero state trovate sette piante di marijuana. Ritrovamento che ha portato gli investigatori ad approfondire la posizione dell’uomo. Come ha dichiarato l’avvocato Giovanni Mazzarella, avrebbe spiegato di voler avviare un’attività legata alla cannabis light, sostenendo che le piantine fossero destinate a questo progetto.

Nel corso dell’intervento sarebbero però sorti momenti di tensione con gli operatori di polizia, circostanza che ha portato alla contestazione del reato di resistenza a pubblico ufficiale. La difesa, invece, respinge le accuse, sostenendo che il comportamento dell’uomo non avrebbe avuto caratteri tali da giustificare una misura più pesante.

Dopo l’udienza di convalida, che si è tenuta lunedì 19 maggio in tribunale a Pordenone, il gip ha disposto l’obbligo di dimora.

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