Cividale, riapre l’Antica Drogheria Scubla: dal 1880 alla nuova Dispensa Friulana

La storica bottega di Corso Mazzini torna a vivere dopo la chiusura. Spezie da tutto il mondo, tè, caffè, pasta, formaggi e specialità artigianali nel nuovo progetto di Enrico Coser proprietario con la famiglia della cantina Ronco dei Tassi di Cormòns

A Cividale riapre una delle botteghe che più hanno segnato la storia commerciale ed enogastronomica della città. L’Antica drogheria Scubla di corso Giuseppe Mazzini 33 ha rialzato le serrande con una nuova veste e una nuova denominazione: Scubla 1921 – Dispensa Friulana.

Non si tratta però di una semplice riapertura. Il progetto punta a riportare nel centro storico una vera bottega alimentare di prossimità, recuperando gli spazi e l’identità di un esercizio commerciale che affonda le proprie radici alla fine dell’Ottocento. 

La nuova iniziativa imprenditoriale è di Enrico Coser, proprietario con la famiglia della cantina Ronco dei Tassi di Cormòns e residente a Cividale, che ha scelto di investire proprio sulla storia e sull’identità della città.

Dalla torrefazione Moschioni alla drogheria Scubla

La storia del negozio comincia nel 1880, quando l’attività nasce come torrefazione Moschioni. Nel 1921 assume quindi la denominazione di drogheria Scubla, diventando nel corso dei decenni un punto di riferimento per generazioni di cividalesi. 

La nuova gestione ha scelto di non cancellare questa storia, ma di utilizzarla come punto di partenza.

Gli ambienti della bottega sono infatti rimasti sostanzialmente quelli storici: il negozio, il retro e soprattutto la caratteristica cantina sotterranea, uno degli spazi più suggestivi dell’edificio, che nel tempo è stata inserita anche tra i luoghi visitabili nell'ambito delle giornate Fai.

L’obiettivo è fare convivere la memoria della vecchia drogheria con un modello commerciale contemporaneo, costruito attorno alla qualità e alla ricerca dei prodotti.

La sfida: riportare il negozio alimentare in centro

Alla base del progetto c’è anche una considerazione sulla trasformazione del commercio nei centri storici.

A Cividale, come in molte altre città, sono progressivamente scomparsi i piccoli negozi alimentari di vicinato. Scubla 1921 prova quindi a recuperare proprio quella funzione, ma attraverso una formula diversa da quella della tradizionale bottega.

L'idea è offrire una spesa quotidiana accessibile accanto a prodotti di ricerca, specialità artigianali e ingredienti difficili da trovare nella distribuzione ordinaria.

Un equilibrio tra territorio e internazionalità, dunque, senza rinunciare alla dimensione del negozio di prossimità.

In vetrina 130 spezie da tutto il mondo

Uno dei primi elementi a colpire entrando nella nuova Dispensa Friulana è la grande collezione di spezie.

Sono circa 130 le varietà attualmente esposte nei caratteristici vasi di vetro, con l'intenzione di ampliare progressivamente l'assortimento.

Ci sono sali, pepi, peperoncini e miscele provenienti da diverse parti del mondo. La selezione nasce anche pensando alle esigenze della ristorazione di alto livello: le materie prime arrivano infatti da un laboratorio specializzato di Milano che lavora con chef stellati.

Accanto alle spezie trovano posto circa 40 varietà di tè, anche queste destinate ad aumentare. Per la selezione delle foglie la ricerca si è spinta fino ad Amburgo, uno dei principali centri europei per il commercio e la selezione del tè.

Il caffè guarda alle origini della bottega

Il caffè rappresenta invece un collegamento diretto con la storia originaria dell'attività.

La vecchia macchina per la macinatura, dalla caratteristica colorazione rubino, è tornata a essere protagonista della bottega. Il caffè viene proposto attraverso selezioni di Brasile, Colombia ed Etiopia, oltre al decaffeinato.

Le miscele sono state realizzate appositamente per Scubla 1921 dalla torrefazione Goriziana e vengono commercializzate con il marchio della nuova Dispensa Friulana.

Pasta, riso, conserve e prodotti scelti in tutta Italia

La selezione non si ferma alle produzioni friulane. La filosofia della nuova attività è quella di cercare ogni prodotto nel luogo in cui, per tradizione, condizioni climatiche e competenza produttiva, può raggiungere livelli particolarmente elevati.

È il caso dei succhi e nettari di frutta dell’Alto Adige, ma anche della pasta, per la quale è stata costruita una sorta di piccola antologia delle produzioni italiane.

Sugli scaffali trovano spazio marchi e produttori artigianali come Martelli e Michele Portoghese, affiancati da altre realtà di dimensioni più contenute.

L’intenzione dichiarata è mantenere però anche una fascia di prezzo accessibile, evitando che la ricerca della qualità trasformi la bottega in un negozio esclusivamente per gourmet.

Dai risi di nicchia alle sardine portoghesi

La dispensa comprende anche una selezione di risi, con particolare attenzione a produzioni meno conosciute come La Fagiana, accanto a nomi più celebri come Acquerello.

Non mancano conserve, sottoli e specialità provenienti dall'estero. Tra queste anche le sardine portoghesi e le giardiniere artigianali preparate utilizzando prodotti freschi.

In fase di ampliamento anche il reparto dedicato agli oli, con una scelta di produzioni locali e italiane, oltre a circa una dozzina di tipologie di sale e una decina di aceti.

A completare la dispensa ci sono marmellate, composte, mieli, biscotti, cioccolate, creme e altri prodotti di nicchia, destinati a una rotazione e a un progressivo ampliamento.

Il banco del fresco punta sui piccoli produttori

Una parte importante della proposta riguarda il fresco. Accanto ai salumi e ai prodotti caseari dei migliori produttori regionali, la nuova gestione ha scelto di cercare anche specialità provenienti da altre regioni italiane.

Per i formaggi il riferimento è La Casera di Eros Buratti, realtà piemontese specializzata nell'affinamento e nella selezione. Da qui arrivano periodicamente prodotti particolari, tra cui caprini con la frutta e la Robiola di Roccaverano, oltre ad altre produzioni difficilmente reperibili in Friuli.

Il banco del fresco sarà caratterizzato da una rotazione periodica, così da modificare nel tempo l'offerta e proporre prodotti differenti.

Anche il vino entra nella nuova dispensa

Il progetto non dimentica naturalmente il vino, altro elemento centrale nella tradizione enogastronomica friulana.

La scelta sarà orientata soprattutto verso il meglio del Friuli Venezia Giulia, con una selezione ragionata di bottiglie italiane e straniere.

Non una semplice esposizione di etichette, dunque, ma una proposta destinata a seguire la stessa filosofia degli altri reparti: territorio, ricerca e prodotti scelti sulla base della loro qualità.

A guidare i clienti c’è Federica Comentale

A occuparsi dell'accoglienza e della scelta dei prodotti è Federica Comentale, sommelier con oltre dieci anni di esperienza nell'alta ristorazione.

Nel suo percorso professionale ha lavorato sia in Italia sia all'estero, anche in realtà di rilievo internazionale come Hiša Franko a Caporetto, Alchemist a Copenaghen e La Subida a Cormòns.

La sua esperienza viene messa a disposizione dei clienti anche per accompagnarli nella scelta degli ingredienti e dei prodotti, trasformando la spesa in un momento di conoscenza.

Qualità, artigianalità e attenzione ai prodotti naturali

Un altro elemento caratterizzante è la ricerca di prodotti naturali e di alimenti naturalmente privi di glutine.

Grande spazio viene riservato alle piccole produzioni artigianali, comprese quelle di aziende di dimensioni ridotte, ma il progetto non vuole rivolgersi esclusivamente a un pubblico disposto a spendere cifre elevate.

Sugli scaffali convivono quindi prodotti particolarmente ricercati e specialità di fascia più accessibile. L'idea è permettere anche a chi vive in città di fare una normale spesa alimentare in centro storico, scegliendo però prodotti con una particolare attenzione alla qualità.

La risposta della città alla riapertura

I primi giorni di apertura hanno registrato una risposta positiva da parte di residenti e visitatori, segnale del legame ancora esistente tra la città e uno dei suoi esercizi commerciali storici.

La scommessa di Scubla 1921 – Dispensa Friulana va quindi oltre la semplice vendita di prodotti alimentari.

Il progetto prova a recuperare una funzione che il commercio dei centri storici ha progressivamente perso: quella della bottega come luogo di relazione, dove il prodotto non è soltanto esposto sullo scaffale, ma viene raccontato e consigliato.

Una nuova vita per una bottega storica

La riapertura della drogheria Scubla rappresenta così anche un esperimento sulla possibilità di riportare il commercio alimentare di qualità dentro il centro storico.

La formula scelta mette insieme la memoria della bottega ottocentesca, la tradizione della Drogheria Scubla nata nel 1921 e una ricerca contemporanea che porta a Cividale prodotti friulani, italiani e internazionali.

Un modo per trasformare un pezzo di storia commerciale della Città Ducale in un nuovo presidio del territorio, mantenendo aperto quel rapporto diretto tra negoziante, prodotto e cliente che per generazioni ha rappresentato una delle caratteristiche delle botteghe italiane.

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