Cittadinanza italiana «Per il giuramento ripassi fra tre mesi»

«Mi sono presentato all’ufficio di stato civile per fissare l’appuntamento per rendere il prescritto giuramento in seguito all’emanazione del decreto di concessione della cittadinanza italiana. Con...

«Mi sono presentato all’ufficio di stato civile per fissare l’appuntamento per rendere il prescritto giuramento in seguito all’emanazione del decreto di concessione della cittadinanza italiana. Con mio sommo stupore mi è stato detto che la prima data utile era il 26 ottobre, quindi oltre tre mesi dopo». Comincia così una lettera inviata da E.A.B., di Pordenone, alla responsabile dei servizi democratici del Comune e per conoscenza, al segretario generale, al sindaco, al prefetto e al circolo Thomas Sankara, che già in passato aveva portato a conoscenza degli uffici problemi simili, «a questo punto – sottolineano dal circolo – inutilmente».

«In un foglietto mi è stato poi scritto – aggiunge il nuovo cittadino italiano – che, prima del giuramento, devo portare il mio passaporto e quello di tutti i miei figli minorenni, nonché il certificato di matrimonio tradotto in italiano. Poiché i miei figli sono sprovvisti di passaporto (sono nati in Italia e il passaporto non ci è mai servito) e il mio scadrà ad agosto, mi hanno detto che devo obbligatoriamente farlo. Mi pare – prosegue la lettera – sia un’imposizione che non trova nessuna giustificazione in norme di legge. Infatti, quello che viene chiesto è semplicemente di avere un documento d’identità (che può essere rappresentato anche dal permesso di soggiorno o dalla carta d’identità)».

A commento dell’azione intrapresa dall’uomo, il circolo Sankara sottolinea che in questa occasione «le richieste documentali esorbitano dal necessario e richiedono inutili costi aggiuntivi alle persone interessate». La somma indicata per i passaporti e tutto il resto è di circa mille euro. Inoltre vengono stigmatizzati i «lunghi tempi di attesa (oltre tremesi)» che mettono in evidenza «una patologia organizzativas che non è ancora stata, concretamente, affrontata e che, stante il numero di istanze che pervengono, rischia di portare i tempi di attesa per i giuramenti ancora più in là». Infine viene rilevato come E.A.B. abbia voluto interessare del problema anche il prefetto «cge già nel passato era intervenuto per richiamare l’amministrazione comunale ad attivarsi al fine di rendere più celeri i passaggi».

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