«Cibi avariati» e scatta la protesta, ma non è vero

Protesta ieri sera all’ex caserma Cavarzerani che in questo periodo ospita oltre cinquecento migranti richiedenti asilo. Era circolata la voce che i cibi fossero avariati. Ma poi tale notizia si è rivelata infondata. Nel frattempo, però, oltre cento stranieri avevano dato vita a un momento di protesta, facendo sentire la loro voce e battendo sulle casette prefabbricate.
Il personale della Croce rossa, che gestisce la struttura, ha chiamato la polizia e, poco dopo, in via Cividale sono arrivate otto pattuglie che in quei momenti – erano passate da poco le 23 – stavano effettuando una serie di controlli straordinari in città.
Alla vista degli agenti in divisa, tutti gli ospiti si sono tranquillizzati. Molti di loro hanno deciso di andare a dormire. Nessuno ha lamentato stati di malessere o richiesto cure. Poi gli investigatori, con l’aiuto degli operatori della Cri, hanno ricostruito l’intera vicenda e sono intervenuti anche gli esperti della Digos. In sintesi, uno degli ospiti della Cavarzerani aveva ricevuto una telefonata da parte di un conoscente che si trova nell’ex caserma Friuli. Quest’ultimo aveva sollevato dubbi sulla qualità del cibo, sostenendo che la carne era avariata. E così, visto che l’azienda che fornisce i pasti a entrambe le strutture è la stessa, un numeroso gruppo di stranieri della Cavarzerani si era radunato davanti a uno dei Centri di coordinamento.
«Mi sono recato di persona alla Friuli – ha spiegato il direttore della Cri, Fabio Di Lenardo – e ho constatato che la carne non era avariata, era semplicemente mescolata a verdura e così qualcuno si è confuso e ha pensato che i germogli dei fagioli fossero “animaletti indesiderati”. Tutto qui. Il cibo era buono, nessuno è stato male e la notizia che era rimbalzata fino in via Cividale era dunque infondata. Il personale, comunque, ha seguito la procedura e ha contattato le forze dell’ordine che sono subito intervenute in numero adeguato. Avevamo chiamato la polizia anche domenica scorsa per cacciare un abusivo. Il rapporto di collaborazione è ottimo e gli agenti sono sempre presenti e disponibili. Il responsabile della telefonata, da quanto so, è già stato identificato».
Attualmente, secondo i dati in possesso della questura di Udine, all’interno della Cavarzerani ci sono oltre 500 ospiti, mentre la Friuli ne accoglie 85. In tutta la provincia di Udine i richiedenti asilo sono oltre 1700: quasi mille nel solo Comune di Udine. —
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