«Chiediamo perdono a monsignor Alfredo Battisti»

«Chiedo perdono a monsignor Alfredo, a nome di tutto il clero friulano, per tutte le volte che noi preti lo abbiamo trattato male». Si è chiusa con queste parole di don Arrigo Zucchiatti, segretario...
ANTEPRIMA intervista a BROLLO e riprod. vecchie foto
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«Chiedo perdono a monsignor Alfredo, a nome di tutto il clero friulano, per tutte le volte che noi preti lo abbiamo trattato male». Si è chiusa con queste parole di don Arrigo Zucchiatti, segretario di monsignor Alfredo Battisti nei primi 9 anni del suo episcopato nella chiesa udinese, la messa di suffragio celebrata l’altra sera nel duomo di Tricesimo nel primo anniversario della morte dell’arcivescovo del terremoto, avvenuta il primo gennaio 2012. «Le poche volte che perdeva le staffe – ha ricordato ancora don Zucchiati - monsignor Battisti chiedeva sempre quasi subito perdono alla persona interessata, ed era particolarmente addolorato quando questo succedeva con i sacerdoti. Tanto che, molte volte, l’ho sgridato dicendogli: “Non può chiedere scusa sempre”. Invece, negli anni che sono stato accanto a lui, ho visto diversi sacerdoti trattarlo male, ma non ho mai sentito nessuno pubblicamente chiedergli scusa. Per questo – ha concluso don Zucchiatti – lo faccio io ora a nome di tutto il clero friulano».

Nell’omelia – concelebrata da una ventina di sacerdoti -, il successore di don Zucchiatti, lo “storico” segretario don Luciano Liusso, ha tratteggiato le caratteristiche dell’essere sacerdote e vescovo incarnate da monsignor Battisti, citando diversi brani del libro Confessioni di un vescovo, che contiene le sue memorie dalla nascita fino al 1988 scritte da lui stesso. Il volume è in distribuzione al puro prezzo di costo.

Leggendo il libro è possibile ripercorrere la storia recente della nostra chiesa in anni decisivi, come quelli subito dopo il terremoto, una catastrofe che monsignor Battisti raccontò con intensità dando coraggio ai friulani e spronandoli alla ricostruzione, morale e materiale.

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