In centinaia per l’ultimo saluto a Paul, morto a 15 anni: due giovani accusano un malore
La funzione è stata celebrata a Pordenone, le commoventi parole dei fratelli del ragazzo morto per un’aritmia mentre stava giocando a calcio con gli amici: «Grazie di aver reso la nostra vita felice»

Le varie anime della vita di Paul Nana Ampong, il 15enne di Pordenone morto la vigilia di Natale per un’aritmia maligna, si sono unite, sabato 17 gennaio, per salutarlo per l’ultima volta.

Centinaia le persone che hanno partecipato ai funerali del giovane, celebrati nella chiesa di San Francesco, nel quartiere di Cappuccini. La famiglia ha ricevuto l’abbraccio delle istituzioni oltre che del mondo scolastico e di quello sportivo, in una funzione caratterizzata dalle parole del pastore che ha ricordato che «siamo tutti in transito, siamo tutti stranieri nel mondo. C’è un giorno per nascere e uno per morire».
Toccanti le parole pronunciate dalla sorella e dal fratello dell’adolescente. «Ti ringrazio - ha detto la sorella - per aver reso la nostra vita felice. In questa vita e nella prossima, in paradiso, sarò sempre accanto a te, al tuo fianco. La tua anima non finirà mai di brillare».

Anche la dirigente scolastica dell’istituto tecnico Mattiussi, Alessandra Rosset, e i compagni di classe del 15enne lo hanno salutato con commozione, al pari del presidente del Torre calcio, Francesco Toneguzzi, e dell’allenatore della sua squadra, Massimo Zoni.

Al rito hanno partecipato anche gli assessori comunali all’istruzione, Pietro Tropeano, e allo sport, Elena Ceolin, oltre al vicepresidente vicario della Figc regionale, Christian Vaccher.
Durante la funzione due giovani hanno accusato un lieve malore: in un caso è intervenuto anche Tropeano, medico in pensione.
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