Cent’anni di seminario in città «I numeri sono promettenti»

Nel 2020 sono stati ordinati sei diaconi e due preti. Il rettore: siamo fiduciosi Trieste e Gorizia si appoggiano a Udine, Pordenone mantiene la sua autonomia



Sei diaconi e due sacerdoti ordinati in un anno: «Un numero eccezionale per i nostri tempi». Il rettore del seminario diocesano – di cui domani si celebra la giornata e idealmente il centenario di apertura a Pordenone (il trapianto dal Portogruarese non fu indolore) – don Roberto Tondato non nasconde soddisfazione, nonostante i tempi difficili: la “Vigna del Signore” produce frutti. E con i numeri attuali, le prospettive – sia in termini di preti sia di autonomia dell’istituto – sono promettenti.

I seminaristi sono 25. Due appartengono al “seminario minore”, altrettanti alla comunità propedeutica, che introduce alla comunità di teologia. «Due diaconi sono fuori sede: Matteo Borghetto a Roma, per concludere il dottorato in teologia; Emanuele Fiocchi vive nella parrocchia di Pasiano, con don Massimo Carlo». Ogni seminarista di teologia è affidato a una parrocchia nella quale dà il proprio contributo nel fine settimana seguendo, ad esempio, i chierichetti o le attività di oratorio.

Nel seminario maggiore ci sono anche due studenti nigeriani: «Studiano qui su richiesta del vescovo della loro diocesi e saranno i prossimi diaconi, presumibilmente la prossima estate».

Nel 2021 non saranno dunque ordinati diaconi diocesani. Ma i numeri di quest’anno coprono una tornata a quota zero. Difficile fare previsioni per il futuro: «I numeri sono molto variabili, di anno in anno – prosegue don Roberto Tondato –. Un anno un diacono, un altro tre, uno due e questo sei». Di sicuro non traspare pessimismo: «Se ogni anno avessimo 2-3 nuovi sacerdoti saremmo contenti».

Il seminario di Concordia-Pordenone è autonomo ed è uno dei due della regione: collabora peraltro con Treviso e Vittorio Veneto attraverso uno scambio di presenze. L’altro seminario è l’interdiocesano di Udine, che comprende anche Trieste e Gorizia. «Abbiamo numeri per essere autosufficienti e in prospettiva, rispetto ad altre situazioni, siamo contenti».

Nel 2021, infatti, è prevista l’ordinazione di sei preti. Le età sono variabili, è venuta meno la figura tradizionale del seminarista che intraprende il percorso vocazionale perlopiù da adolescente: «I cammini sono molto diversificati. Qualcuno arriva dal mondo del lavoro, qualcun altro dalle più diverse esperienze. Ci sono anche frutti di conversione: «Chi sperimenta una vita diversa, scopre la fede e compie un cammino di conversione e trasformazione. Del resto – conclude il rettore del seminario cittadino – la storia della Chiesa ha conosciuto queste situazioni un sacco di volte».

Che vi sia, anche tra la gente, una certa sensibilità verso la Chiesa e, in particolare i preti, lo dimostrano le donazioni: quest’anno dalle parrocchie sono arrivati quasi 68 mila euro, quasi 14 mila per borse di studio, 6 mila da enti privati e oltre 34 mila euro di offerte da sacerdoti. Il seminario, infatti, continua a vivere grazie a offerte e lasciti devoluti in cent’anni di presenza a Pordenone dove ha formato generazioni di giovani. —



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