Cementificio a Torviscosa:l’impianto si poteva fare
Si riapre il caso del cementificio di Torviscosa (nella foto, il progetto). Una sentenza del Tar annulla infatti il provvedimento della giunta regionale del giugno 2007 che bloccava la costruzione proposta dalla Cementi Nordest a Cervignano. E obbliga la Regione a rinnovare il procedimento: tutti gli atti dovranno essere rimandati alla commissione.

di Domenico Pecile
UDINE.
Si riapre il caso del cementificio di Torviscosa. Una sentenza del Tar annulla infatti il provvedimento della Giunta regionale del giugno 2007 che bloccava la costruzione proposta dalla Cementi Nordest a Cervignano. E obbliga la Regione a a rinnovare il procedimento: tutti gli atti dovranno essere rimandati alla Commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale. Soddisfatta, dunque, la Cementi Nordest, che aveva presentato il ricorso ritenendo di aver subito un’ingiustizia dal procedimento della Regione.
La vicenda del cementificio aveva scaldato gli animi della bassa friulana, ma anche dei piani alti in Regione, per mesi e mesi. A giugno 2007 era infine arrivata la delibera della Giunta che bloccava tutto, nonostante la posizione favorevole di buona parte dell’esecutivo di Riccardo Illy. La sentenza firmata dal presidente del Tar Saverio Corasaniti il 28 gennaio accoglie insomma il ricorso, e ripercorre la travagliata storia. Franco Zambelli, l’avvocato che ha difeso la Cementi Nordest, spiega: «La commissione tecnica ha espresso il parere all’ufficio Via. Ma a fronte del parere favorevole, il Via ha voluto risentire il parere di Arpa e Ass, e ha deciso autonomamente.
Chi presiedeva la commissione - ha violato le regole». «Il “supplemento di istruttoria” effettuato dalla Direzione Centrale Ambiente - si legge nella sentenza - e i nuovi documenti acquisiti, (si era già espressa la Commissione tecnico-consultiva Via,
ndr
) ritenuti necessari», non sono stati nuovamente sottoposti alla Commissione tecnico-consultiva del Via. Il Tar certifica il fatto. E annulla la delibera: per «violazione del principio di giusto procedimento e di legalità» e, ancora, per «contraddittorietà e illogicità, difetto di motivazione e straripamento di potere».
Tutto da rifare: ora si vedranno le intenzioni dell’azienda. Ma anche il clima politico ed economico. Sarà pronta, la società regionale, a dire di no a un investimento industriale in tempo di crisi?
Ma ecco come si era snodata l’intera vicenda. La Cementi Nordest presenta il suo progetto per la realizzazione del cementificio nella primavera del 2006. Aveva acquistato il terreno anche in ragione del fatto che il progetto sarebbe andato avanti più o meno tranquillamente. I terreni avevano un valore di 8 milioni di euro per un investimento di 100 milioni, per produrre 3.600 tonnellate al giorno di clinker, 2.500 di cemento, 550 di premiscelati e 147 di calcestruzzo. Ma serve il giudizio dei 6 Comuni (quello interessato e i contermini).
I vari pareri iniziano alla fine tra i mesi di luglio e agosto del 2006. Ci sono quattro secche bocciature (Terzo di Aquileia, Cervignano, Porpetto e Carlino), mentre gli altri due (Torviscosa e San Giorgio) danno parere favorevole con delle prescrizioni. Passa il 2006 e nel marzo, per la precisione il 28, arriva il parere Via. Prima di quel parere ci sono diversi documenti che mettono in evidenza come sia impervia la strada per il “sì”. Su circa una dozzina di pareri, l’80 per cento e contrario all’opera. Ma tutti rimangono un po’ sorpresi perché quel 28 marzo il parere del Via (Valutazione impatto ambientale) è positivo. Da quel giorno comincia la grande battaglia.
Molti sindaci rumoreggiano (Grado, Aquileia, Marano tanto per citarne alcuno), mentre anche il territorio si mobilita contro il parere del Via. A Torviscosa viene costituito un Comitato trasversale. Sono giornate dense di tensione. Anche la maggioranza regionale subisce contraccolpi: Illy e diversi assessori sono favorevoli al cementificio; altri tacciono, mentre il gruppo consiliare è in larga parte favorevole. L’unico degli ex Ds che si mette decisamente di traverso è Mauro Travanut. Neppure l’opposizione scalpita più di tanto, fatta eccezione per la contrarietà della Lega Nord all’opera. Intanto, la Provincia di Udine, per nome di alcuni assessori, si dichiara contraria. Uno degli snodi della vicenda è il resoconto dell’Azienda sanitaria (che già all’inizio del 2007 aveva redatto un referto negativo). Anche il nuovo parere boccia il progetto dal punto di vista sanitario.
La vicenda approda in aula: siamo il 23 maggio ed è scontro. Da sottolineare che il 1 maggio la protesta era esplosa anche nella piazza di Cervignano, mentre Illy manifestava apertamente la sua posizione a favore del cementificio. Il 14 giungo la parte politica si prende la reponsabilità, alla luce del verdetto dell’azienda sanitaria, di respingere il progetto.
(Ha collaborato
Beniamino Pagliaro
)
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