Cecchini e Pasiano, in un libro le “liti” per il municipio
PASIANO
«Cinquant’anni di atrito/con Cecchini troppo ardito/ma el municipio l’è qua/e in eterno durerà».
Così recitava una quartina satirica di Amadio Miotto “Maiuti” dedicata all’annosa e delicata questione del trasferimento della sede municipale da Cecchini a Pasiano. La storia della traslazione è documentata, con dovizia di informazioni e di fotografie, da Gigi Piccinin nel volume, fresco di stampa per le edizioni del Comune, intitolato Il municipio a Pasiano.
La storia, causa di un campanilismo ancora palpabile, parte dall’incendio doloso del vecchio municipio di via Garibaldi a Cecchini, avvenuto il 12 aprile 1915 per mano del trentenne Beniamino Carniel, impiegato comunale. Dal rogo si salvarono solamente i registri dello stato civile e quelli catastali e l’incasso dalla vendita del granone. Poco tempo dopo il consiglio comunale deliberò a maggioranza il trasferimento del municipio a Pasiano.
Di conseguenza, la mattina presto del 21 maggio 500 pasianesi si presentarono a Cecchini con un grande carro trainato dai cavalli e trasportarono a Pasiano quanto rimaneva degli arredi e delle suppellettili della vecchia residenza municipale. La situazione tragicomica si arricchisce di altri episodi quando il sottoprefetto di Pordenone inviò una truppa di una cinquantina di soldati a recuperare i documenti trafugati e difesi dai pasianesi presso l’esercizio pubblico Pessa poi Bar Italia.
Andato a vuoto il primo tentativo, a Pasiano si ripresentarono cento soldati che caricarono con la cavalleria e ripresero la documentazione riportandola a Cecchini.
La querelle, costata anche vari arresti, complice la Grande Guerra e la successiva grave crisi socio-economica, ebbe fine solamente nel marzo 1926 quanto entrò completamente in funzione il nuovo municipio in piazza Roma a Pasiano, destinato di recente a sede delle associazioni. E senza nessun titpo di querelle. (g.b.)
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