Caso rom, l'ex giunta di Udine all'attacco: "Il campo non può essere sgomberato"

UDINE. «Il campo rom non è di proprietà del Comune e una sentenza impone al Demanio di garantire il rispetto della legalità». Inizia da qui la replica dell’ex assessore Antonella Nonino (Progetto innovare) all’annuncio di sgombero del neo assessore alla Sicurezza, il leghista Alessandro Ciani.
Ricordare di chi è la proprietà del campo non è banale perché quel vincolo ha sempre impedito alle amministrazioni che si sono susseguite finora di liberare l’area di via Monte Sei Busi dalle roulotte. Sempre Nonino, comunque, ricorda che i residenti nel campo sono circa una cinquantina, mentre un tempo erano 200.
«Il ripristino della legalità nel campo nomadi deve tener conto delle vicissitudini di quell’area che, nel 1946, fu il primo luogo dove vennero ospitati i profughi usciti anche dal campo di Gonars, tra di loro molti erano rom». Nonino procede per gradi anche quando ricorda che «nel 1998 una legge regionale stabilì che quella era un’area di sosta». Insomma, se i rom si sono fermati in via Monte Sei Busi non l’hanno fatto a caso. Chiarito questo aspetto, l’ex assessore invita Ciani «a rendersi conto di chi sono i residenti. Diversi anziani e non più di otto famiglie con bambini nessuna delle quali con un passato segnato da eventi delinquenziali».
E ancora: «Proprio perché lo sgombero non si può fare, invito Ciani a a mantenere la politica di collegamento tra i servizi territoriali e il campo, attuata dalla giunta Honsell che non ha mai pensato di rendere comoda la vita al campo. Non abbiamo – sottolinea Nonino – mai attivato servizi per questo». L’ex assessore non boccia a prescindere l’iniziativa di Ciani, al contrario, si dice disponibile alla collaborazione purché «il fine non sia quello degli sgomberi senza individuare una soluzione alternativa».
Sulla questione interviene pure il già candidato sindaco Vincenzo Martines (Pd). Lo fa per dire che quelle di Ciani sono solo «sparate», frasi ad affetto che nascondono la verità ai cittadini.
«Il giovane assessore Ciani – tuona Martines – preso dall’euforia salviniana, si lancia in affermazioni definitive in perfetto stile da castigamatti. Ma si deve fare attenzione: non spetta al solo assessore alla Sicurezza occuparsi del campo rom e poi è buona regola di amministratore informarsi bene per evitare di dire cose non vere».
Secondo Martines servono fatti e non proclami. «Cose importanti come la sicurezza – aggiunge l’ex candidato sindaco del centrosinistra – dovrebbe gestirle direttamente il sindaco Fontanini, come aveva promesso in campagna elettorale, e non attraverso dirette Facebook o uscite sensazionalistiche, ma con azioni concrete ed efficaci». Idee che il centrosinistra, non manca di sottolineare Martines, ha già espresso e intende rilanciare. La promessa fatta ai cittadini, all’indomani della sconfitta elettorale, di vigilare sull’operato della maggioranza è già in atto.
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