L'annuncio dell'assessore Ciani: "Via i nomadi da Udine, il campo va smantellato"

UDINE. «Vogliamo ristabilire la legalità e quindi il campo nomadi di via Monte Sei Busi sarà sgomberato». Il neoassessore alla Sicurezza, Alessandro Ciani, al termine di un vertice con i servizi demografici, ha incaricato i messi comunali di verificare quanti siano effettivamente i residenti del campo che vivono lì e quanti invece frequentino la zona pur non avendo titolo.
«Ho deciso di avviare uno studio sulla situazione dei nomadi in città – spiega – e in particolare del campo di via Monte Sei Busi». Ma quello è solo il primo passo. «Nel momento in cui avrò a disposizione tutti i dati mi confronterò con le altre forze di polizia e con la prefettura per trovare una soluzione – dice – ma l’obiettivo è quello di sgomberare il campo».
E il motivo è molto semplice. «La legge è una sola e deve valere per tutti – sottolinea –. Non possiamo tollerare che a Udine ci sia una zona franca dove è consentito vivere occupando un’area di proprietà del demanio e sfruttando collegamenti abusivi all’energia elettrica sulla cui sicurezza ci sarebbe molto da dire.
Per non parlare dei falò e dei fuochi quando vengono bruciate gomme e altri rifiuti che costringono i residenti della zona a barricarsi in casa a causa del fumo e dell’odore. A nessuno è consentito bruciare rifiuti in giardino e lo stesso deve valere per chi vive nel campo nomadi».
Ciani non si sbilancia sui tempi, ma assicura che il Comune farà di tutto per risolvere la questione al più presto. «Sappiamo che al momento ci sono una settantina di residenti in via Monte Sei Busi ma non tutti vivono lì e invece ci sono molte persone non residenti che di fatto sono insediate lì. Questi ultimi – assicura – saranno allontanati per primi, ma la mia intenzione è quella di trovare una soluzione alternativa anche per i residenti. Entro fine mandato voglio che il campo sia sgomberato».
La precedente amministrazione, che aveva aderito al progetto finanziato dall’Unione Europea “Roma-Net. Integration of Roma population”, era riuscita a ridurre il numero delle persone che vivevano nell’area di Paderno – da 150 a una cinquantina circa – attraverso una politica di integrazione che ha portato molte famiglie a trasferirsi in appartamenti.
«Se hanno diritto a una casa popolare ben venga – dice Ciani –, io non ce l’ho con i rom, ma pretendo che le regole valgano anche per loro. Come tutti anche loro devono trovarsi un lavoro». Ciani precisa che l’iniziativa non ha nulla a che fare con il censimento annunciato da Salvini e con l’episodio che si è verificato in un bar del centro dove due rom hanno aggredito i baristi.
«Prima ancora di ricevere la delega alla Sicurezza (ufficiale da lunedì, ndr) avevo già deciso di fare questo studio che tra l’altro nove anni fa è stato fatto anche dall’amministrazione Honsell a dimostrazione del fatto che non si tratta di nulla di particolare.
La decisione quindi non è collegata a Salvini e nemmeno all’aggressione. Svuotare il campo è una questione di rispetto della legalità e non certo un’iniziativa a sfondo razzista. Penso che i rom siano come tutti gli altri, hanno gli stessi diritti, ma anche gli stessi doveri».
Quello del campo nomadi però è solo uno dei temi qui quali intende muoversi l’assessore alla Sicurezza: «Ho ricevuto una delega importante perché per la Lega la sicurezza è un tema fondamentale e sono molto contento perché lo considero un atto di fiducia da parte del sindaco nei miei confronti.
Il consigliere Pierluigi Mezzini (anche lui della Lega, ndr) è spesso in trasferta per motivi di lavoro e solo per questo motivo ha preferito rimettere la delega non potendo essere sempre presente. Da parte mia mi sono messo subito al lavoro. Voglio dare avvio a un tavolo per inasprire le pene previste dal regolamento di polizia urbana per quanto riguarda l’accattonaggio e anche i clienti delle prostitute che, per quanto mi riguarda, non è accettabile vedere sulle strade».
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