Primi casi di influenza nel Pordenonese: Medicina torna a pieno regime

Riattivati i 12 letti sospesi durante l’estate per garantire le ferie al personale. Resta il nodo organico: assunti tre infermieri su dieci carenze certificate.  Il primario Tonizzo: «Situazione difficile»

Edoardo Anese
Il reparto di Medicina torna a 112 posti
Il reparto di Medicina torna a 112 posti

Scoppiano i primi casi di influenza nella Destra Tagliamento. Sono centinaia le diagnosi effettuate dai medici di medicina generale negli ultimi giorni: in tanti, infatti, si sono presentati negli studi con i sintomi tipici: febbre, tosse e mal di gola.

Il virus, almeno per il momento, «non sembra essere molto aggressivo», tanto che in ospedale non si registrano ancora ricoveri. L’Azienda sanitaria, tuttavia, corre ai ripari per non farsi trovare impreparata. Lunedì saranno riattivati i 12 posti letto del reparto di medicina sospesi durante l’estate per consentire al personale di andare in ferie.

La riapertura dei posti, che tornano a quota 112, sui trova però a fare i conti con la carenza di personale. I tre nuovi infermieri che hanno preso servizio nei giorni scorsi, infatti, non sono sufficienti, considerando il reparto soffre la mancanza di una decina di figure. «Siamo sempre tirati sul fronte organico», ha riferito il primario Maurizio Tonizzo. «Anche con l’arrivo dei tre infermieri siamo comunque sul filo del rasoio».

Sul fronte ricoveri, al momento la situazione è sotto controllo. Al momento sono 88 i posti occupati, su 112 disponibili. «Pertanto», ha spiegato il primario, «dovremmo riuscire ad affrontare con modesta tranquillità, salvo imprevisti, la prima ondata del virus influenzale». Nel dettaglio, il ridimensionamento della medicina aveva visto il corpo Rosso passare da 38 a 26 posti letto. Gli altri due settori, il Giallo e il Blu, sono rimasti a quota 38 posti letto ciascuno.

L’auspicio di Tonizzo, infine, è di non dover ricorrere anche quest’anno ai ricoveri fuori reparti, che restano l’ipotesi più estrema in quanto rappresenta un rischio clinico e risultano difficili da governare. «Quando i pazienti vengono distribuiti altrove», ha spiegato Tonizzo, «il personale che li assiste non conosce necessariamente le loro problematiche come chi lavora quotidianamente in Medicina interna».

Arrivando alla situazione sul territorio, il presidente dell’Ordine dei medici Guido Lucchini invita a tenere alta l’attenzione. «Iniziamo a vedere le prime persone che afferiscono ai nostri studi con sintomi influenzali», ha riferito. Tuttavia, la stagione influenzale è appena partita e il picco dei contagi è ancora lontano.

La sindrome più marcata in circolazione è quella influenzale, ma non mancano nemmeno i casi di Covid, seppur in minima parte. Gli utenti, ha spiegato il presidente, si presentano negli studi con tosse, congestione nasale, dolori muscolari e febbre.

«I rimedi, in questo caso, sono piuttosto semplici», ha spiegato Lucchini. «È consigliato riposare, fare una dieta leggera e bere molta acqua. Questa sintomatologia si affronta serenamente dal punto di vista medico; qualora ci si trova davanti a pazienti cronici è necessario affrontare le complicanze nel modo più consono possibile».

Infine, l’appello del presidente dell’Ordine ad aderire alla campagna antinfluenzale, che ha registrato un avvio record con oltre 6 mila personale già vaccinate. «La prevenzione è una delle azioni di medicina pubblica più efficaci e, se organizzata in maniera appropriata, può dare risultati importanti», osserva Lucchini.

A beneficiarne non sono soltanto le persone, grazie alla riduzione del rischio di complicanze, ma anche il sistema sanitario, attraverso il contenimento dei ricoveri ospedalieri e delle conseguenze più pesanti dell’influenza. L’obiettivo condiviso dai professionisti è consolidare l’adesione alla campagna e raggiungere soprattutto le persone maggiormente esposte al rischio di sviluppare forme gravi della malattia.

 

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