Carnera, spunta l’amianto e il cantiere slitta ancora

UDINE. Ci mancava solo l’amianto. Questo devono aver pensato i tecnici del Comune quando gli operai dell’impresa Riccesi hanno trovato sotto i controsoffitti del palasport Carnera le tracce del materiale cancerogeno.
Un nuovo inconveniente che allunga i tempi per il completamento dei lavori e cancella il sogno del sindaco, Furio Honsell, che avrebbe voluto organizzare la festa di Capodanno proprio nell’impianto sportivo dei Rizzi. Ieri il sopralluogo dei consiglieri comunali del centrodestra voluto dal capogruppo di “Per Udine”, Paolo Pizzocaro, al quale non tocca che ammettere che, se non sopraggiungeranno altre sorprese, il Carnera dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) riaprire nell’estate nel prossimo anno.
E la spesa aumenterà di 170 mila euro sempre ammesso che il Comune non decida di dotare la struttura di impianto di condizionamento perché, in quel caso, serviranno altri 500 mila euro.
Diverse le domande poste da Pizzocaro e da Vincenzo Tanzi e Maurizio Vuerli (Fi), Lorenzo Bosetti (Pdl) e Giovanni Marsico (Identità civica), al direttore dei lavori, Marcello Conti, e all’impresario Donato Riccesi.
Sono stati loro a spiegare che a fronte di un contratto di 2 milioni 346 mila euro al netto del ribasso sono stati realizzati 850 mila euro, pari al 40 per cento dei lavori. Va subito detto che la bonifica dell’amianto richiede un ulteriore investimento di 170 mila euro, ma non la sospensione dei lavori.
Gli operai continuano a lavorare regolarmente in attesa di conoscere le valutazioni del Rup (Responsabile unico del procedimento), Marco Disnan, al quale spetta definire il nuovo termine contrattuale. Tutto lascia supporre che il termine ultimo per la chiusura del cantiere sarà prorogata alla prossima primavera.
«Ci siamo accorti lo scorso giugno della presenza dell’amianto negli oltre 200 giunti dei canali di trasmissione dell’aria, quando abbiamo smontato il controsoffitto» ha spiegato Riccesi nel far notare che la presenza più massiccia del materiale cancerogeno è stata rilevata nella centrale termica.
«L’allungamento della tempistica è inevitabile» aggiunge il direttore dei lavori nel far notare, però, che «l’amianto è lì da 40 anni e il gestore avrebbe dovuto saperlo anche perché esiste l’obbligo della mappatura».
A tutto ciò si aggiunge l’incognita dell’impianto di condizionamento: «Il progetto non lo prevede, il Comune deve decidere in tempi brevi se farlo o meno» aggiunge Conti non senza evidenziare che in quel caso i tempi del cantiere, inevitabilmente, si allungherebbero ancora.
«Quando dicevo conviene demolire l’impianto e costruire uno nuovo non sbagliavo» ha sottolineato Pizzocaro secondo il quale prima dell’estate l’impianto non aprirà al pubblico. Il capogruppo di Per Udine è preoccupato anche per l’aumento dei costi: «L’impianto di condizionamento richiede una spesa di circa 500 mila euro e il progetto non prevede neppure la tinteggiatura interna ed esterna».
In effetti la chiusura prolungata del palasport Carnera sta creando diversi problemi agli amanti del basket costretti a chiederà ospitalità in altri impianti cittadini. L’opera è stata appaltata nel 2012 all’impresa Polese, nel 2014 il Comune ha rescisso il contratto e, lo scorso maggio, ha riaffidato i lavori alla Riccesi di Trieste.
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