Cantiere a rilento Si lavora di notte in area ferroviaria

Di giorno si vedono poco o nulla in cantiere, ma non per scelta. L’impresa che sta realizzando la bretella sud di Pordenone – quella che collegherà Interporto alla Pontebbana – deve fare i conti con l’operatività della ferrovia per poter portare avanti la lavorazione di quello che sarà il tunnel (sottopasso) in via Udine.

Il dialogo con le ferrovie è ripartito e sono state più o meno fissate le date in cui l’impresa (la Cmb) potrà lavorare approfittando delle “interruzioni” di linea. Prossimo stop ad agosto, poi a fine novembre e nel primo trimestre del 2020. La conclusione del sottopasso ferroviario è attesa per la fine del prossimo anno, la strada alla fine del 2021.

Per ora le lavorazioni avvengono “all’ombra” di quelle delle ferrovie, con una finestra notturna di cinque ore. La negoziazione con Rfi prosegue, ma è evidente che le ferrovie non possono interrompere la circolazione per agevolare la realizzazione della bretella, ma ogni intervento va concordato per tempo. A fine maggio, proprio in occasione dell’inaugurazione del terminal ferroviario, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, ha espresso preoccupazione per i ritardi del cantiere che è in capo alla gestione commissariale della A 4 e che Autovie Veneto coordina in delegazione amministrativa.

Una volta realizzato il tunnel, il resto delle lavorazioni dovrebbe essere in discesa. I vertici di Interporto, anche di recente, sono andati in pressing per ottenere un cambiamento del tracciato – per togliere il famigerato casolare vincolato dalla Soprintendenza e ottenere il suo spostamento in un terreno limitrofo, così da “raddrizzare” il tracciato della strada –, ma questa ipotesi è vista con freddezza da Autovie e impresa perché comporterebbe una nuova modifica al progetto e quindi un’ulteriore allungamento dei tempi di realizzazione.

La bretella sud è stata concepita più di dieci anni fa e, con l’inserimento tra le opere di gestione commissariale (in quanto avrebbe dovuto aiutare ad assorbire il traffico della autostrada A 4 durante i lavori della terza corsia) era destinata a una realizzazione rapida. In realtà, sia la vicenda del casolare, sia la crisi dell’azienda che aveva vinto inizialmente l’appalto (la Vidoni), hanno dato vita a una corsa a ostacoli che non sembra ancora terminata. —

M.Mi.



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