Calcio e sicurezza: alcol vietato allo stadio, ma non per i Vip

UDINE. Stop all’alcol dentro e fuori dallo stadio e bando anche a qualsiasi contenitore di metallo e plastica. Ora, a stabilirlo è un’ordinanza «contingibile e urgente» del sindaco. Non più soltanto il Regolamento d’uso del “Friuli”, quindi, ma uno strumento di legge. La novità, a voler essere precisi, è valsa soltanto per la partita di ieri. Ma quella imboccata sembra essere la direzione che Comune e Questura di Udine intendono adottare, d’ora in avanti, per tutti i principali eventi che saranno organizzati nell’impianto dei Rizzi. Una disciplina precisa di divieti e deroghe, quindi, con sanzioni altrettanto chiare in caso di violazione.
Il provvedimento
L’ordinanza porta la data di venerdì 12 e la firma del sindaco Furio Honsell. L’input, però, era arrivato due giorni prima dal questore Claudio Cracovia e puntava a garantire al match casalingo di domenica tra l’Udinese e il Verona i crismi della massima sicurezza. Tre i capisaldi del provvedimento, che è stato redatto dal comandante della Polizia locale, Sergio Bedessi. Innanzitutto, il divieto «nell’area mercatale di piazza Repubblica Argentina, all’interno dello stadio Friuli e sulle aree a questo afferenti» di vendere e somministrare sostanze alcoliche con gradazione superiore a 5 gradi. Il secondo punto si riferisce esclusivamente al tipo di contenitore adoperato. A prescindere, quindi, dal suo contenuto.
«È vietata la vendita di bevande di qualsiasi tipo in lattina o in bottiglia anche di plastica - recita l’ordinanza -, consentendo invece la somministrazione in bicchieri di carta o plastica leggera o la vendita in contenitori cartacei». Al terzo punto è inserita invece una deroga. «Previo parere positivo della Questura, la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche con tasso alcolemico superiore a 5 gradi, ma comunque inferiore a 21 gradi e fatte salve le altre eventuali limitazioni di legge, potrà essere consentita nelle aree cosiddette “zona hospitality” e “area manager”.
Cracovia: ce n’era bisogno
Il dado, insomma, è tratto. La materia andava normata e la partita di calcio di domenica ha fatto da tester. A questo punto, l’emissione dell’ordinanza potrebbe diventare una prassi. Anche perchè, fin quando i lavori al Friuli non saranno ultimati, il diverso utilizzo degli spazi esterni - e, quindi, la dislocazione stessa delle bancarelle - continuerà a rappresentare un problema in termini di sicurezza. «Rispetto al “Regolamento d’uso dello Stadio”, l’ordinanza è uno strumento di contestazione più forte - spiega il questore -. Ce n’era bisogno e lo abbiamo chiesto al Comune. Non dimentichiamo che la regola, di partenza, è la somministrazione e che questa può essere compressa in maniera contingibile e urgente, per esigenze di ordine e sicurezza».
Era stato l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, nella determinazione 14/2010 del 17 marzo 2010, a tracciare il cammino, prevedendo quanto stabilito ora dall’ordinanza. Eccezioni comprese. «Più che di una deroga - precisa Cracovia -, si tratta della decisione di non estendere il divieto in due aree, nelle quali la gente è identificata preventivamente e ci si ritrova anche per pranzare. Non parliamo della curva e neppure della tribuna, ma di zone in cui si accede con apposito distintivo. Locali dello stadio, insomma, nei quali non si rilevano situazioni di disordine».
Stretta anche sulle bibite
Con il nuovo “vademecum”, a restare escluse dalla vendita sono anche le bibite analcoliche. Coca-cola, aranciata e succhi di frutta, insomma, possono essere acquistati soltanto se versati in contenitori ritenuti non pericolosi. È ancora il questore a chiarire la “ratio” della decisione. «Evitare - spiega - di fornire le “munizioni” ai malintenzionati».
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