Bullismo fra gli studenti task force in dieci scuole

UDINE. Bullismo fra i banchi di scuola, al maschile tanto quanto al femminile. Si fa largo a suon di pugni e schiaffi, ma anche con la violenza verbale, gli atteggiamenti denigratori, l’esclusione e l’emarginazione, ed è sempre più difficile da arginare. Quando gli insegnanti o i genitori ne percepiscono l’esistenza, a volte è troppo tardi.
Allora, per scongiurare questi fatti che diventano più frequenti fra gli studenti, docenti e genitori di dieci scuole stringono un’alleanza e scendono in campo. Debutta con un programma per combattere il bullismo fra i ragazzi dai 3 ai 14 anni il nuovo istituto comprensivo 2 di Udine, cui fanno capo le scuole dell’infanzia Forte, Agazzi, Sacro Cuore e Pick, oltre alle primarie Friz, Girardini, Garzoni e Zorutti e a quelle secondarie di primo grado Valussi e Bellavitis.
Giovedì prossimo, alle 17, nell’auditorium della Bellavitis insegnanti e genitori si incontreranno per inaugurare l’anno scolastico con la dirigente Maria Piani ed esaminare le iniziative destinate a contrastare un fenomeno preoccupante. Le “armi” per fronteggiarlo arrivano con l’adozione del “Protocollo di osservazione sui segni di fragilità dei ragazzi e in età evolutiva”, redatto dal gruppo misto di docenti e genitori delle scuole dei vecchio III Circolo didattico, ora entrato a far parte dell’istituto comprensivo, e con il manuale antibullismo che sarà consegnato alle famiglie. Articolato il programma degli interventi, al via con la conferenza iniziale tenuta da Daniele Fedeli.
«Sarà un incontro strategico - spiega Fabia Tomasino referente della politica scolastica antibullismo dell’istituto comprensivo – con il quale si intende estendere le strategie preventive anche alle scuole secondarie che fanno parte del nuovo istituto, in modo che i minori dai 3 ai 14 anni acquisiscano a scuola e a casa la necessaria alfabetizzazione emozionale, premessa indispensabile per il successo scolastico e personale permanente. Proprio per questo – aggiunge la Tomasino – sarà fondamentale che i docenti e i genitori, con il Protocollo, imparino a osservare i comportamenti dei ragazzi per condividere la lettura dei segnali di fragilità e porvi insieme i tempestivi rimedi scuola e famiglia, alleate e non più contrapposte».
A integrare queste azioni, verrà presentato un piano formativo annuale per docenti e genitori teso a favorire una base culturale condivisa, oltre che buone pratiche, per un patto educativo tra insegnanti e genitori per la sana crescita del minore.
Nato come osservatorio fra le scuole del quartiere Peep est, ad alta dispersione scolastica, il progetto pilota sperimentato negli istituti del vecchio III Circolo didattico ora si estende alle scuole medie e punta a coinvolgere non solo docenti e genitori ma anche catechisti, allenatori sportivi e protagonisti dell’educazione dei ragazzi.
Un impegno collettivo, quello proposto dal Protocollo, che chiede a tutti loro di vigilare sui comportamenti dei ragazzi, la loro capacità di controllare le reazioni emotive, osservare eventuali disturbi del sonno, le manifestazioni di competitività o aggressività, la tendenza a scaricare le responsabilità sugli altri, anche mentendo, e l’eventuale isolamento.
Piccoli segnali sui quali i referenti del progetto intendono avviare interventi mirati.
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