“Buco” in Comune, condanna bis per Toso

UDINE. Ha avuto uno strascico il caso degli ammanchi nelle casse comunali di Gradisca d’Isonzo. Ovvero la vicenda relativa all’ormai accertata sottrazione da parte dell’ex ragioniere capo di quel Comune, Ermenegildo Toso, 57 anni, residente a Ruda, ex consigliere provinciale di Udine (quota Pds) negli anni Novanta, di soldi pubblici dalle casse di palazzo Torriani.
Una “bomba” scoppiata nel 2012, quando l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Tommasini inviò un esposto alla Corte dei conti dopo avere accertato che qualcosa non quadrava nei bilanci comunali.
Le indagini e i successivi procedimenti dimostrarono come il funzionario avesse messo a punto un sistema di sottrazione indebita di denari dalle casse dell’ente. All’ex funzionario era stato imputato di aver effettuato prelievi e movimentazioni di conti correnti dell’ente che non trovavano corrispondenza in entrata, e di avere acquisito per conto del Comune beni mai inventariati.
Un incubo materializzatosi nuovamente nei mesi scorsi, a vicenda che pareva ormai ampiamente conclusa. La Corte dei conti ha nuovamente condannato Toso al pagamento di una somma risarcitoria a beneficio del Comune di Gradisca, per un ammontare di 12.594,54 euro, più gli interessi maturati e la rivalutazione monetaria.
La magistratura contabile ha infatti preso atto di una segnalazione del Comune di Gradisca che, a seguito dell’apertura della cassaforte posta nell’ufficio dell’ex ragioniere capo, ha segnalato il rinvenimento di un mandato di pagamento del 2000 dell’importo di 24.386,435 delle vecchie lire (pari a 12.594,54 euro, appunto), incassato dallo stesso Toso con la causale “ripristino fondi servizio economato a seguito furto”, senza l’emissione di una corrispondente reversale in entrata. Un mandato di pagamento “farlocco”, in pratica, che era sfuggito agli accertamenti avviati nel 2012.
«Avremmo fatto volentieri a meno di questa ulteriore puntata – ha commentato il sindaco, Linda Tomasinsig –, ma al tempo stesso non posso che ringraziare la nuova responsabile finanziaria, dottoressa Osgnach, per essersi accorta di tale anomalia e averci indotto a una nuova segnalazione alla Corte dei conti. Nei giorni scorsi abbiamo dato mandato al segretario comunale, per la riscossione di quanto stabilito dalla sentenza».
Sentenza che precisa come «gli elementi emersi a seguito degli accertamenti svolti dal Comune di Gradisca d’Isonzo comprovino la responsabilità amministrativa del ragionier Toso, il quale – si legge – avrebbe emesso dolosamente un mandato di pagamento in proprio favore, riscuotendolo nella qualità di economo comunale. La mancata emissione di una corrispondente reversale in entrata dimostrerebbe l’ingiustificata appropriazione della provvista finanziaria esposta nel mandato di pagamento, con il conseguente danno per l’amministrazione».
Per i giudici contabili, insomma, «la condotta del ragionier Toso, in assenza di elementi di giustificazione non rinvenuti nella contabilità dell’ente, né prodotti dal diretto interessato, appare idonea ad integrare un’illecita appropriazione di fondi di pertinenza del Comune».
In sede penale, la vicenda-Toso si era conclusa con il patteggiamento dell’imputato a 2 anni di reclusione con la condizionale. Parallelamente si era espressa la Corte dei conti. Secondo la magistratura contabile, Toso, aveva complessivmaente sottratto alle casse comunali di Gradisca d’Isonzo, in cinque anni (dal 2007 al 2012) qualcosa come 385 mila euro. L’ex ragioniere capo, nel frattempo licenziato dal Comune, li aveva restituiti in varie tranche. Altrettanto dovrà fare questa volta.
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