Buche e acqua, il sottopasso è un pericolo

SAN GIORGIO DI NOGARO. A sei mesi dalla riapertura dopo i lavori di ampliamento, pericolose buche sull'asfalto e un continuo riversamento di acqua mettono in pericolo la sicurezza della viabilità nel sottopasso di via Max di Montegnacco.
E cresce la protesta dei cittadini. Il trafficatissimo sottopasso è infatti l'unica strada di collegamento tra il centro e la periferia sud-ovest di San Giorgio che, dopo sette mesi di lavori per l’allargamento della sede stradale e la realizzazione del passaggio pedonale e di quello ciclabile, è stata riaperta ad aprile, ma ora manifesta una serie di problematiche che inducono a pensare che forse l'opera abbia più di qualche “difetto”: buche profonde parecchi centimetri e una continua perdita d'acqua mettono in pericolo la sicurezza di chi transita, soprattutto in moto e con ciclomotori.
Va detto che l'intervento, costato 670 mila euro e atteso da almeno dieci anni, aveva lo scopo primario di mettere in sicurezza la viabilità e il transito ciclabile e pedonale, per cui il progetto iniziale era stato fortemente modificato, grazie alla realizzazione di una seconda canna carrabile (per le vetture) ottenuta dalla demolizione del “vecchio” passaggio ciclo pedonale, che ha allargato la strada del sottopasso di 1,50 metri.
Ma pare proprio che ora ad essere messa in discussione sia proprio la sicurezza, visti i problemi registrati. Va detto, infatti, ma è solo l'ultimo di una serie, che alcuni giorni fa poco è mancato che una vettura investisse una persona in sella a uno scooter, caduto a terra dopo essere finito con una ruota in una delle buche: solo l'attenzione dell'automobilista ha evitato il peggio.
E c'è preoccupazione per quello che succederà con l'arrivo del freddo, cioè quando l'acqua gelerà e le buche saranno ghiacciate. I sangiorgini si chiedono come mai nessun tecnico (o consigliere o assessore) del Comune si sia mai accorto di questi problemi.
A nulla, dunque, sono valsi sette mesi di disagi da parte dei sangiorgini, che si sono trovati con il paese diviso in due, penalizzando quelli che dalla periferia sud dovevano recarsi in centro perchè costretti a lunghe e pericolose deviazioni.
Gli abitanti della zona sud-ovest erano obbligati a passare dalla frazione Galli e a immettersi sulla trafficatissima statale 14, mentre quelli della periferia sud-est dovevano giocoforza transitare per la Sp 80, “operazione” pericolosa a causa delle code di tir diretti nella zona industriale e al porto.
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