Bruciano rifiuti dietro l’azienda: denunciati cinque imprenditori

Indagine della forestale regionale. Nel mirino un’impresa edile udinese

Alessandro Cesare
L’area in cui venivano stoccati e bruciati i rifiuti e i residui di verde
L’area in cui venivano stoccati e bruciati i rifiuti e i residui di verde

Non solo accumulavano rifiuti plastici e rimanenze di cantiere in aree non adatte, ma erano soliti dare alle fiamme, anche nelle ore notturne, materiali plastici e residui di potature. Per questo cinque imprenditori dell’area udinese sono stati denunciati e risultano iscritti nel registro degli indagati dalla Procura del capoluogo friulano. Il titolare del fascicolo, il pubblico ministero Giorgio Milillo, gli ha contestato violazioni alle norme ambientali sulla gestione di rifiuti e in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’operazione

A dare il via all’inchiesta sono stati i forestali del Nucleo operativo per l‘attività di vigilanza ambientale (Noava), la cui attività ha portato al deferimento alla Procura di cinque imprenditori, titolari di imprese edili, nonché al sequestro di un mezzo con cui veniva svolta, in tesi accusatoria, l’azione illecita.

Dopo alcuni mesi di indagini, il personale del Noava è intervenuto nei giorni scorsi, interrompendo l’attività in questione. Da quanto riferito dal Noava, un’impresa edile dell’udinese, da mesi oggetto di accertamenti, gestiva ingenti quantità di rifiuti in assenza delle autorizzazioni richieste dalla normativa ambientale.

I rifiuti venivano conferiti e depositati in un’area di proprietà della stessa, dove avevano accesso anche altri soggetti. Le verifiche eseguite dai forestali hanno consentito di scoprire come le persone indagate riuscissero, attraverso una serie di operazioni ritenute fuorilegge, a recuperare una parte di questi rifiuti, spacciandoli come materia prima e riutilizzandoli senza alcuna certificazione, ottenendo in tal modo un notevole risparmio economico.

Inoltre, durante gli appostamenti, i forestali hanno accertato che in un’altra area dell’azienda venivano accumulati rifiuti plastici, mobili e resti di potatura del verde che venivano dati alle fiamme, anche durante la notte, in sprezzo alla normativa in vigore. Per i fatti accertati, in relazione ai quali è stato disposto il sequestro del mezzo utilizzato, sono state contestate violazioni alle norme ambientali sulla gestione di rifiuti ma anche violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. I soggetti denunciati, qualora ritenuti responsabili delle accuse, dovranno ripristinare i luoghi allo stato originale e pagare anche pesanti sanzioni pecuniarie.

Altre persone coinvolte

Durante le indagini, il personale del Noava ha individuato anche altri soggetti, privati e rappresentanti di imprese, che conferivano illecitamente nella stessa area i propri rifiuti, successivamente riutilizzati abusivamente o dati alle fiamme. Anche questi ultimi sono stati segnalati alla Procura per l’ipotesi di reato di abbandono di rifiuti speciali e trasporto di rifiuti in assenza di autorizzazione.

«L’attività svolta dal Noava», si legge in una nota diffusa ieri dalla Regione, «dimostra la necessità e l’efficacia di una costante presenza e controllo del territorio da parte degli organi di controllo, svolta al fine di prevenire e quando necessario reprimere fenomeni illeciti, non soltanto per tutelare ambiente e salute ma anche per garantire e tutelare tutte quelle imprese, la maggior parte, che operano nel rispetto delle regole», hanno chiuso i forestali del Noava. Ora ci sarà spazio per gli indagati di fornire una spiegazione sul loro operato, in modo da scongiurare un rinvio a giudizio.

 

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