Borean ricorda: «Lo utilizzammo per esercitazioni fino al 1992»
«Negli anni della Guerra fredda lo utilizzavamo regolarmente, soprattutto per le esercitazioni». Mario Borean oggi presidente dell’Associazione nazionale Fanti d’arresto che gestirà il bunker sul monte Skofnik, struttura che la Provincia ha rilevato per sei anni grazie a un accordo con l’Agenzia del Demanio, che sarà ratificato nei prossimi giorni.
«Io stesso ho comandato la compagnia del 63° Cagliari a cui fu assegnata la fortificazione: occupavamo le postazioni, effettuavamo esercitazioni di 36 ore. I bunker erano attrezzati con carichi d’acqua, che venivano settimanalmente cambiati: erano in opera una cucina da campo, totalmente attrezzata, ma anche brande e collegamenti telefonici e radio. Insomma, c’era tutto il necessario per essere totalmente indipendenti, per consentire al personale di vivere all’interno della struttura a tutti gli effetti».
Secondo Borean, «la struttura dovrebbe essere in condizioni dignitose di conservazione, considerata la peculiare situazione del Carso, con roccia e ghiaia a “proteggere” la fortificazione. Diverso sarebbe stato in un altro contesto geologico, che avrebbe esposto il manufatto a infiltrazioni d’acqua che avrebbero potuto comprometterne l’integrità». Come ricorda Borean, all’epoca c’erano turni settimanali per attivare e armare le postazioni attrezzate con mitragliatori, con distaccamenti di personale di guardia esterno che raggiungeva il bunker appositamente. La struttura si trova a pochi chilometri dal cimitero della frazione di Cotici: per raggiungerla, è necessario percorrere un sentiero fruibile soltanto a piedi e, dopo dieci minuti di passeggiata, è possibile scorgere i profili del bunker. (chr.s.)
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