«La bocciatura dello scorso anno mi ha reso migliore»: la lettera di uno studente di Udine dopo la maturità
L’intervento di un ragazzo costretto a ripetere la quinta superiore allo Stringher: «La tentazione di lasciare la scuola era fortissima, poi un incontro con una mia ex professoressa mi ha fatto cambiare idea»

«A volte, le lezioni più significative non arrivano dai libri di testo o dalle aule, ma dagli eventi inaspettati che ci costringono a fermarci e a guardare noi stessi sotto una luce diversa. Il mio percorso scolastico recente è stato segnato da un momento che, inizialmente, ho vissuto come una sconfitta amara, ma che con il senno di poi si è rivelato il punto di svolta fondamentale della mia maturazione.
Il momento della consapevolezza fu il 10 giugno dello scorso anno, una data che porto impressa nella memoria. La chiamata arrivata a mia madre, che comunicava la mia non ammissione agli esami di Stato, è stata un colpo durissimo. Devo ammettere, con la massima onestà, che non me lo aspettavo: la mia convinzione di riuscire a “passare come sempre”, figlia di una certa testardaggine e di una sottovalutazione degli avvertimenti ricevuti, mi aveva reso cieco di fronte alla realtà. La notizia mi ha lasciato profondamente triste e disorientato.
In quel momento, la tentazione di abbandonare definitivamente la scuola era fortissima. Ero quasi certo che la mia strada dovesse proseguire esclusivamente nel mondo del lavoro, dove già mi sentivo valorizzato e capace.
Dopo la bocciatura, la tentazione di abbandonare la scuola era fortissima
Il destino ha voluto che un incontro casuale durante l’estate con una mia ex professoressa cambiasse le carte in tavola. Le sue parole mi hanno dato lo spunto necessario per riconsiderare la mia posizione e, con non poca esitazione, ho scelto di iscrivermi nuovamente alla classe quinta. Mi aspettavo un anno impossibile, una sorta di “punizione” insopportabile da scontare. Mi preparavo psicologicamente a una ripetizione noiosa e frustrante.
Invece, quello che ho vissuto è stato l’esatto opposto. Un cambiamento profondo. L’anno di ripetizione si è rivelato una bellissima esperienza di cambiamento comportamentale totale. Ho riscoperto la scuola non come un obbligo, ma come un’opportunità di crescita che in precedenza non avevo saputo apprezzare.
I miglioramenti sono stati tangibili su vari fronti. Come approccio allo studio ho sviluppato un apprezzamento verso il sapere, molto superiore rispetto agli anni precedenti, capendo l’importanza del metodo e della costanza. Nel rispetto delle regole ho compreso che queste non sono restrizioni, ma strumenti necessari per una convivenza civile e per il raggiungimento di obiettivi comuni. Come crescita personale questa esperienza mi ha cambiato nel profondo, rendendomi una persona più consapevole, umile e determinata.
In conclusione, guardandomi indietro, ora che sono giunto alla fine di questo percorso, posso affermare con serenità di essere addirittura contento di quella bocciatura. È stata la “scossa” necessaria per farmi uscire da una zona di comfort che stava limitando il mio potenziale. Oggi sono una persona migliorata, più pronta ad affrontare le sfide del futuro e, soprattutto, consapevole del valore reale di ciò che sto facendo».
—Uno studente dello Stringher di Udine
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