Lacrime e dolore composto: in tanti per l’addio a Checo, morto a 14 mesi

La chiesa di Majano non è riuscita a contenere tutti i presenti per l’ultimo saluto al piccolo Francesco Tommasini. Il parroco: «Giorno oscuro». Serrande abbassate e bandiere a mezz’asta per solidarietà con mamma Elisa e papà Ilario

Lucia Aviani
La folla rimasta fuori dalla chiesa (Petrussi)
La folla rimasta fuori dalla chiesa (Petrussi)

Nessuno dovrebbe mai vedere una minuscola bara bianca sfilare tra le lacrime, seguita dal dolore indicibile, eppure straordinariamente composto, di due genitori privati della loro creatura.

È accaduto a Majano, e lo strazio è stato immenso. Per l’addio al piccolo Francesco Tommasini, andatosene ad appena 14 mesi dalla nascita – talmente all’improvviso da rendere il dramma quasi irreale, difficile da metabolizzare –, l’intera comunità si è fermata, calando il paese in un’atmosfera di infinita tristezza e al tempo stesso di infinito spirito solidale: tutti hanno voluto stringersi attorno ai genitori del bimbo, Ilario Tommasini ed Elisa Forte, che con la propria sofferenza raccolta, stretti l’uno all’altra dietro il feretro del loro bambino, hanno commosso chiunque.

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Il piccolo Francesco Tommasini aveva 14 mesi

Lutto cittadino

La tragedia ha scosso Majano così nel profondo che Elisa Giulia De Sabbata, sindaco del Comune collinare – di cui la madre di Francesco è originaria, e dove la coppia risiede –, ha ritenuto di proclamare il lutto cittadino. Lo stesso ha fatto il sindaco di Vivaro, Mauro Candido (presente alla cerimonia funebre con la fascia, accanto alla collega di Majano, accompagnata da tutta la giunta), che con il provvedimento ha testimoniato la vicinanza del paese al padre del piccino, nativo proprio di Vivaro, dove riveste anche il ruolo di vice-coordinatore della squadra di Protezione civile.

Due comunità distanti, dunque, ma unite nel dolore hanno “abbracciato” con questo gesto simbolico ma eloquente la famiglia Tommasini. Mancava oltre mezzora all’inizio delle esequie e per le vie dell’abitato, ormai, non c’era più nessuno: negozi chiusi (o comunque “silenziosi”), bandiere a mezz’asta sul fronte del palazzo municipale, che sorge a breve distanza dalla chiesa dove continuavano ad arrivare persone, in un flusso incessante.

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Il piccolo è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale di Udine ©Foto Petrussi

La partecipazione ai funerali

L’intera comunità majanese, ma anche rappresentanze di Vivaro, appunto, e tanti amici e colleghi dei genitori di Francesco hanno voluto essere presenti al rito per rendere omaggio al bimbo e trasmettere ai suoi cari tutto l’affetto possibile.

Le presenze si sono rilevate così numerose che il pur ampio luogo di culto non è riuscito a contenerne che la metà: altrettante persone sono rimaste all’esterno, sul largo sagrato, seguendo la funzione dagli altoparlanti attivati dal parroco proprio per permettere a ognuno di seguire la messa di commiato.

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Elisa Forte e Ilario Tommasini, parte della famiglia del Rugby Villorba

Le parole del sacerdote

A don Dariusz Gudajczyk il difficile compito di cercare di alleviare una sofferenza atroce. «In realtà – ha esordito il parroco – forse sarebbe meglio il silenzio. In questo abisso di dolore nessuno può trovare parole capaci di attenuare lo strazio. Tutta la nostra comunità, ecclesiale e civile, le autorità, gli amici rugbisti di Ilario ed Elisa, i colleghi di lavoro, i parrocchiani si stringono ai genitori e ai parenti del piccolo Francesco. Nella vita, purtroppo, ci sono anche giorni oscuri, in cui nascono dubbi e domande destinate a rimanere tali: ci troviamo in uno di essi. Perché se ne è andato un bambino? Perché Francesco? La nostra ragione non può trovare spiegazioni accettabili. Il lutto è la prova più dura, precipita in una sensazione di fragilità e di abbandono. Nessuno troverà una risposta a questa morte. Nemmeno io. Posso solo invitarvi ad affidarvi al Vangelo, alla fede: se noi vediamo la fine come un muro buio, per Dio essa significa vita».

“Mandi Checo”

A chiudere la cerimonia, sobria come da desiderio della famiglia Tommasini, sono stati i versi in friulano scritti per Francesco dal majanese Gianni Cappelletti, compositore di poesie in marilenghe. Un addio speciale, tanto semplice quanto toccante, per chi è ormai diventato “l’angioletto di Majano”.—

 

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