Benessere e scuola italiana il Friuli è al secondo posto

La medaglia d’argento assegnata dal rapporto Istat: prima Trento, Sicilia ultima I giovani Neet (quelli che non studiano e non lavorano) arrivano al 15,7%
20070908-ROMA-CRO-SCUOLA: AL VIA ANNO SERIETA' PER 9 MILIONI DI STUDENTI -Un'insegnante prepara i registri per il programma didattico del nuovo anno scolastico 2007-2008. Da lunedi' inizia l'anno scolastico 2007/2008, che nelle intenzioni del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, dovra' essere un momento di svolta per la scuola italiana, un ritorno alla serieta' e all'impegno, per studenti e docenti. La campanella suonera' (da lunedi al 18, secondo i diversi calendari regionali) per circa 9 milioni di studenti, dalla materne alle superiori.ANSA/MARTINA CRISTOFANI/DEB
20070908-ROMA-CRO-SCUOLA: AL VIA ANNO SERIETA' PER 9 MILIONI DI STUDENTI -Un'insegnante prepara i registri per il programma didattico del nuovo anno scolastico 2007-2008. Da lunedi' inizia l'anno scolastico 2007/2008, che nelle intenzioni del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, dovra' essere un momento di svolta per la scuola italiana, un ritorno alla serieta' e all'impegno, per studenti e docenti. La campanella suonera' (da lunedi al 18, secondo i diversi calendari regionali) per circa 9 milioni di studenti, dalla materne alle superiori.ANSA/MARTINA CRISTOFANI/DEB

Medaglia d’argento per la scuola friulana. A premiare l’istruzione del Nord Est è il rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile, che sostituisce il Pil come indicatore di benessere degli italiani) appena pubblicato dall'Istat.

Dieci indicatori per una fotografia dello Stivale sempre meno edificante spostandosi verso Sud. Il primo posto va alla Provincia autonoma di Trento mentre l’ultimo spetta alla Sicilia.

A finire sotto la lente di ingrandimento è il tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia, ovvero la percentuale di bambini tra i 4 e i 5 anni che frequenta la scuola dell’infanzia, dato che in Friuli Venezia Giulia si attesta al 95,3%. «Alcuni studi hanno di recente mostrato che entrare nel sistema dell’istruzione nei primissimi anni di vita ha effetti positivi per la riuscita scolastica futura con un minor rischio di abbandono e di esclusione sociale e una maggiore occupabilità», spiegano dall’Istat.

E così via anche per le altre 9 dimensioni del benessere scolastico, come queste: giovani fra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet, acronimo di Not in education, employment, or training (15,7% in regione), livello di competenza alfabetica degli studenti quindicenni (205 punti) e livello di competenza numerica (210), indicatori questi ottenuti dagli studenti durante le prove Invalsi. Nel campione preso in esame dall’Istat finiscono pure le persone fra i 30 e i 34 anni che hanno conseguito un titolo universitario (20,7%), quelle con almeno un titolo di scuola superiore fra i 25 e i 64 anni (58,1%), gli abbandoni scolastici ovvero l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione nei ragazzi fra 18 e 24 anni (13,9%), le persone con alti livelli di competenza informatica (24,4%), la partecipazione alla formazione continua, ovvero persone fra i 25 e i 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione nelle 4 settimane precedenti l'intervista (6,1%) e la partecipazione culturale, ovvero chi nei 12 mesi precedenti l’intervista è andato al cinema, in un museo, a una mostra o in un sito archeologico (40,1%).

La classifica, che vede in testa la provincia di Trento e in fondo la Sicilia, non è altro che una graduatoria che riporta la frequenza con la quale la singola regione si trova nelle posizioni alte o basse delle singole classifiche. «Istruzione e benessere vanno di pari passo – spiegano dall’Istat –, ma l’Italia, nonostante i miglioramenti dell’ultimo decennio, non è ancora in grado di offrire a tutti i giovani la possibilità di un’educazione adeguata. Il ritardo rispetto alla media europea e il fortissimo divario territoriale si riscontra in tutti gli indicatori che rispecchiano istruzione, formazione continua e competenze. Livelli che dipendono in larga misura dall’estrazione sociale, dal contesto socio economico e dal territorio».

Michela Zanutto

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