Barcis, avanti con la bonifica Dal Cellina altra legna nel lago

I volontari e la ditta riaprono i bordi dell’isola artificiale per recuperare il materiale Il sindaco Traina: corsa contro il tempo per ripulire tutto entro le feste di Natale 



Vanno avanti a pieno regime le operazioni di recupero del materiale legnoso che da quasi un mese galleggia in superficie nel lago di Barcis. Da alcuni giorni una ditta del settore sta portando a riva tonnellate di tronchi e ramaglie spinte a valle dal Cellina dopo la tempesta di fine ottobre.

Il problema è però rappresentato dal nuovo quantitativo in ingresso nel bacino. Le intense piogge di venerdì e sabato stanno infatti spostando altro legname. Si tratta di alberi pericolanti dopo il vento di un mese fa e che ora sono definitivamente collassati nel greto o di piante che sinora restavano incagliate nelle anse del torrente o in prossimità di ponti e rocce sporgenti.

«Abbiamo dovuto riaprire i bordi dell’isola artificiale creata in precedenza e convogliarvi più materiale possibile – ha raccontato il sindaco di Barcis Claudio Traina –. Non è un lavoro semplice e si basa interamente sul volontariato dei residenti e delle ditte della zona. Sabato mattina si è operato sotto una pioggia battente. Il desiderio della popolazione è però di avere un lago pulito prima delle imminenti festività natalizie, quando in paese arrivano anche comitive di turisti».

La bonifica andrà quindi avanti a oltranza sino a che il fenomeno non potrà dirsi esaurito. L’azienda a cui sono stati affidati gli interventi utilizza un lungo braccio meccanico che raccoglie i tronchi direttamente dal pelo dell’acqua. Un’imbarcazione del Comune sorveglia la situazione mentre grazie a una pertica si evita che qualche pianta possa allontanarsi dal perimetro dell’isola. Nei giorni scorsi è stato infatti realizzato un enorme salsicciotto galleggiante con corde e taniche di plastica al cui interno è stato dirottato quanto si era depositato lungo le rive o nelle insenature dell’invaso. La legna che viene così ricavata è poi spedita via camion alle centrali elettriche a biomassa o trasformata in pellet per riscaldamento domestico.

Intanto la Regione sta pensando di costituire una agenzia pubblica che gestisca tutti gli impianti idroelettrici sparsi sul territorio del Friuli Venezia Giulia. L’ha confermato l’assessore regionale al’energia, Fabio Scoccimarro, durante un incontro tematico promosso dal sindaco di Cavasso Nuovo Emanuele Zanon. Quest’ultimo è anche uno dei fondatori del partito di maggioranza ProgettoFvg e vanta nel proprio Comune uno specchio d’acqua ricavato da una piccola diga sul Meduna. Scoccimarro ha spiegato che la giunta Fedriga ha già disposto uno studio di fattibilità sull’idea di “regionalizzare” centrali e prese. «Stiamo valutando il metodo già sperimentato a Bolzano e a Trento per ottimizzare i costi e trarne profitti da reinvestire a favore della collettività», ha detto l’assessore Scoccimarro. –



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