Banche venete, due processi e 10 mila parti civili: sequestrati 210 milioni di euro

Vicenza si occupa della Popolare di Zonin, a Roma il procedimento per Vb. Diverse le valutazioni dei giudici sul ruolo di Intesa che ha rilevato gli asset
manifestazione a vicenza (foto Francesco Dalla Pozza)
manifestazione a vicenza (foto Francesco Dalla Pozza)

UDINE. Due processi (a Roma e Vicenza), 10 mila parti civili ammesse, 210 milioni di euro sequestrati finora a ex amministratori e dirigenti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Finita in malo modo, nell’estate scorsa, la storia commerciale dei due istituti veneti con la liquidazione e la cessione degli asset positivi a Intesa SanPaolo per la cifra simbolica di un euro, adesso è tempo di resa dei conti nelle aule giudiziarie. I processi di primo grado infatti sono nella fase embrionale, ma comunque sono stati avviati. Sentenze che, quando saranno pronunciate, rappresenteranno una sorta di pietra miliare.

Perchè in tutta Italia sono 210 mila gli ex azionisti di BpVi e Vb di cui 119 mila della prima e i restanti 91 mila della seconda. In regione sono 16 mila gli ex dei due istituti, di cui 12.500 di BpVi e i restanti 3.500 di Vb.

Restringendo il raggio alla provincia di Udine ne troviamo oltre 8 mila di BpVi, “ereditati” alla fine degli anni Novanta con l’assorbimento della storica Banca Popolare Udinese.

Sono 80 mila su 210 mila (poco più di un terzo) i soci che hanno aderito all’offerta del marzo 2017 e che hanno transato, accettando un parzialissmo rimborso per le azioni diventate carta straccia.

Sono 5 mila le parti civili costituitesi nel procedimento penale BpVi pendente a Vicenza tra azionisti, enti esponenziali e altri soggetti (associazioni dei consumatori e Bankitalia, Consob). Non è stata autorizzata dal Gup la chiamata di Intesa come responsabile civile mentre non è stata autorizzata la chiamata di Consob e Banca d’Italia come parte civile.

Non sono stati ammessi come parti civili gli azionisti che hanno transato. Altre 5000 le parti civili costituitesi nel processo contro gli ex vertici Vb pendente a Roma tra azionisti, enti esponenziali e altri soggetti. In questo caso invece è stata autorizzata dal Gup la chiamata di Intesa come responsabile civile mentre non è stata autorizzata la chiamata di Consob e Banca d’Italia come parte civile. Ammessi dal Gup romano come parti civili gli azionisti che hanno transato.

Veniamo al capitolo dei sequestri a ex amministratori e dirigenti. Quelli riguardanti Popolare di Vicenza sono molto recenti (gennaio 2018) e considerati tardivi. Si tratta di 106 milioni di sequestro conservativo per il reato di ostacolo alla vigilanza più sequestro di 1,4 milioni per spese processuali nei confronti degli ex manager. Sul fronte Montebelluna, invece, sequestri in due fasi, 45 milioni ad agosto 2016 e 59 milioni a dicembre 2017.

Proseguno intanto le azioni di responsabilità verso gli ex vertici ed è stata promossa l’azione revocatoria della liquidazione verso gli ex manager (Zonin in primis) che hanno compiuto atti dispositivi del loro patrimonio per sottrarlo ai creditori. Il crac delle due ex Popolari ha causato in totale 18 miliardi di sofferenze e ha mandato in fumo circa 11 miliardi di controvalore in azioni, che prima della crisi avevano raggiunto quotazioni stellari: 42 euro per Veneto Banca e 62,50 euro per Popolare di Vicenza.

A oggi gli ex azionisti che si trovano “trasferiti” in banca Intesa hanno lamentato diversi disagi conseguenti al passaggio nella nuova banca sia in termini di rapporto (difficoltà ad avere risposte dalla banca) sia in termini economici (aggravamento delle condizioni economiche).

Delicata è in particolare la situazione di chi aveva linee di credito verso gli istituti veneti ora in liquidazione anche a causa dell’illiquidità delle azioni o rientranti nelle operazioni “baciate”. Per chi è fuori fido viene chiesto il rientro e i tassi sono stati modificati anche unilateralmente in aumento così aggravando la situazione e segnalando il cliente alla centrale rischi come cattivo pagatore.

Pertanto attualmente ci sono circa 300 mila ipoteche a rischio collegate a linee di credito (di cui 200 mila di BpVi e 100 mila di Vb).

La grande questione per i prossimi mesi è legata alle modalità di recupero degli Npl (crediti deteriorati) da parte delle Sga (Società gestione attivi) dove si chiede che ci sia grande controllo affinché si possa ottenere il massimo realizzo e con ciò restituire poi ai soci traditi i soldi attraverso la liquidazione coatta amministrativa.


 

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