«Bambini a scuola a piedi» Stop alle auto dei genitori

Tavagnacco, il sindaco Pezzetta promuove i percorsi pedonali e le ciclabili Il consigliere regionale Asquini accusa: è grave vietarci di portarli in macchina
ANTEPRIMA Udine 15-10-2010 belviso
ANTEPRIMA Udine 15-10-2010 belviso

TAVAGNACCO. Il mondo della scuola sembra non voler dare tregua al sindaco di Tavagnacco. Mario Pezzetta l’ha capito anche ieri sera, quando ha spiegato ai concittadini le linee salienti del progetto “On the road again. Riprendiamoci la strada, idee per una nuova mobilità”, sponsorizzato da Comune, Regione e Istituto comprensivo. L’idea fa il paio con quella già collaudata del “Piedibus, tutti in classe a piedi, pioggia o non pioggia”, cioè favorire i percorsi pedonali e ciclabili tra casa e scuola, con i genitori che accompagnino i figli a piedi o in bici piuttosto che in auto. Ma c’è modo e modo, gli è stato obiettato. A cominciare dalla chiusura al traffico - seppure a tempo - dell’area su cui sorge il Polo scolastico di Feletto, con tanto di costi anche economici per la comunità.

Insomma, addio al classico passaggio in macchina e largo a un altro polverone dopo quello dei buoni-mensa, per i quali quest’anno i non residenti spenderanno 5,10 euro a pasto, quasi il doppio degli altri. E sulla “ferita” viario-didattico-familiare non poteva mancare il pepe della politica. «Come succede già a Udine, la scelta dei divieti arriva anche a Tavagnacco», s’è scagliato contro Pezzetta il consigliere regionale Roberto Asquini, che attacca senza riserve l’ipotesi di chiudere alle vetture i percorsi casa-scuola. «Il sindaco di Tavagnacco segue il cattivo esempio che ci sta già dando il primo cittadino di Udine, Honsell, e a essere colpite sono ancora una volta centinaia di famiglie», afferma l’ex sottosegretario. «Attraverso un progetto assolutamente discutibile dal punto di vista politico – accusa ancora Asquini –, Pezzetta vuole impedire che i genitori accompagnino i bambini in auto davanti agli istituti. Con una scelta fortemente ideologica sostiene attraverso la relazione annessa allo studio di fattibilità del progetto che “va disincentivata sotto un profilo educativo la prassi di accompagnare i bambini a scuola”».

«Di certo – sottolinea il consigliere regionale –, Pezzetta non può permettersi di dirci come educare i nostri figli. Questa è una battaglia contro le famiglie e la libertà di ognuno di poter educare i propri bambini nel modo che ritiene più opportuno». L’iniziativa, conclude Asquini, «fa il paio con l’aumento delle tariffe della mensa scolastica. Insomma, Pezzetta usa scuola e famiglie per fissare divieti e recuperare così denaro. Vuole fare il bene delle famiglie e della scuola? Invece di spendere soldi pubblici per imporre veti, utilizzi quel denaro per ridurre il prezzo dei buoni mensa».

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