Crisi Techfil a Maniago: 24 lavoratori senza stipendio da gennaio

Situazione drammatica per le maestranze dell'azienda tessile: Cassa integrazione straordinaria bloccata al Ministero e spettanze arretrate non pagate. Il sindacato: «Famiglie in difficoltà, la pratica è ferma a Roma»

Giulia Sacchi

Senza soldi da gennaio: tredicesima e Tfr non sono stati pagati dall’azienda e la cassa integrazione straordinaria è bloccata, in attesa di approvazione dal ministero. È la situazione che stanno vivendo 24 lavoratori – perlopiù donne – della Techfil di Maniago, azienda del gruppo veneto Fil man made, che opera nell’ambito tessile e che lo scorso ottobre ha annunciato la chiusura. Un quadro critico, tenuto conto che, a fronte di entrate zero, le uscite mensili per sostenere le spese delle famiglie ci sono comunque.

Quando si sbloccherà la situazione, se non altro quella relativa all’ammortizzatore sociale, non si sa e i lavoratori sono preoccupati. Le maestranze sono state pagate regolarmente sino allo scorso novembre. A dicembre, un gruppetto di cinque persone ha svolto in alcune giornate attività logistiche, mentre gli altri hanno usufruito della cassa integrazione residua, frutto di un vecchio accordo. Quella parte di ammortizzatore è stata liquidata. A mancare sono le quote che dovrebbero derivare dalla nuova intesa siglata da sindacati e ministero lo scorso 26 febbraio e che dovrebbe coprire il periodo che va dal primo gennaio al 30 novembre. Ma la pratica è ferma a Roma e i lavoratori sono a secco.

«La cassa integrazione non è stata ancora autorizzata dal ministero del Lavoro – ha spiegato il sindacalista di Fim Cisl Gianluca Diana –. Le motivazioni del blocco della procedura non si conoscono. Capiamo la preoccupazione e le difficoltà che stanno vivendo i lavoratori, costretti comunque a fare i conti con le spese fisse mensili per mantenere le famiglie. Anche il curatore ha preso contatti con Roma per capire se la situazione sia vicina a una soluzione. Speriamo che si registri una svolta a stretto giro. Per quanto riguarda tredicesima e Tfr, le maestranze si insinueranno nello stato passivo per vederli riconosciuti, come previsto dalla procedura». Le forze sociali avevano sottoscritto pure un accordo per il licenziamento collettivo (volontario) delle maestranze: queste ultime possono lasciare l’azienda, in cui comunque non si svolge più nessuna attività, in qualsiasi momento. Se decidono di restare, hanno la possibilità di usufruire della cassa integrazione straordinaria sino al 30 novembre, dopo di che hanno a disposizione 24 mesi di Naspi (disoccupazione).

La proprietà aveva comunicato la chiusura durante un incontro a Confindustria: le ragioni erano legate all’esposizione debitoria. Techfil è la newco nata nel 2013 in seguito all’operazione di ristrutturazione che aveva subito la Fil man made, di cui la new company aveva assorbito 37 dei 157 dipendenti. La proprietà era rimasta in capo alla stessa famiglia, che gestisce anche stabilimenti nel Trevigiano, in Turchia e Cina.

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