Aviolanci alleati, Busa Bravin “cimitero” di cimeli storici

POLCENIGO. I borghi di Coltura e Mezzomonte, sono fra i più segnati dalle tragedie vissute durante l’ultima guerra mondiale. A distanza di oltre settant’anni, cacciatori, appassionati di storia della...

POLCENIGO. I borghi di Coltura e Mezzomonte, sono fra i più segnati dalle tragedie vissute durante l’ultima guerra mondiale. A distanza di oltre settant’anni, cacciatori, appassionati di storia della Resistenza, dell’Aned e dell’Anpi, durante le loro escursioni rintracciano testimonianze della guerra.

È il caso di Paolo Brieda dell’Aned e del suo gruppo di amici. Nell’ultimo sopralluogo in montagna hanno rinvenuto fra i ruderi della casera di “Busa Bravin”, a 1.226 metri d’altezza, resti di contenitori degli aviolanci alleati, effettuati dall’estate 1944 alla primavera del 1945. Si tratta di lamiere dei cassoni che contenevano divise invernali, coperte, armi, generi alimentari in scatola. Poco tempo fa, in un ghiaione nelle vicinanze, avevano recuperato la calotta di un tubo di aviolancio che custodiva armi. I resti dei cassoni in lamiera erano coperti da sterpaglia e ortiche cresciute fra i sassi della malga crollata. I ritrovamenti confermano che il comando alleato teneva in massima considerazione i partigiani della divisione garibaldina Nannetti, comandata da Francesco Pesce “Milo”, medaglia d’argento al valor militare e sostenuta direttamente dal maggiore inglese Harold William Tilman “Bill”, alpinista estremo, paracadutato in Pian Cansiglio, quale capo della missione alleata. Una volta recuperato il contenuto, le lamiere del cassone venivano usate per coprire e riparare le baite. Quei cimeli sono ora esposti nella sede dell’Anpi provinciale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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