Autostrada, è “guerra” per i cartelli bilingui

GORIZIA. Appena posizionata, la segnaletica verticale installata sulla rotonda di Sant'Andrea andrà già sostituita. Colpa di una “disattenzione”, che ha innescato l'immediata reazione degli enti di tutela della minoranza slovena.
Con l'unica eccezione del tabellone che segnala lo svincolo da imboccare per raggiungere la frazione di Sant'Andrea-Standrez, i cartelli piazzati sulla rotatoria d'immissione alla futura autostrada A34 riportano l'indicazione delle località unicamente in italiano. Una mancanza, secondo l'Skgz (l'Unione economica culturale slovena) di Gorizia, che «viola le norme sul bilinguismo visivo previste dalla legge 38», spiega il presidente Livio Semolic.
Non soltanto: analogo provvedimento, stando alle disposizioni normative e alle richieste dei rappresentanti della minoranza, andrebbe adottato anche ai primi chilometri del raccordo autostradale, che insistono sul territorio della frazione di Sant'Andrea e del Comune di Savogna.
E se per la cartellonistica da installare sulla rotonda Autovie Venete ha già dato disponibilità a prendere in considerazione le istanze della Skgz, più fredda è stata la reazione della concessionaria autostradale dinanzi alla richiesta di piazzare segnali bilingui sulla nuova A34.
La protesta Nelle scorse settimane l'Skgz ha inviato al Comune di Gorizia e ad Autovie Venete una missiva, con la quale si chiedevano lumi sulla mancata installazione di segnali verticali bilingui sulla rotonda di Sant'Andrea.
Contestualmente, anche il sindaco di Savogna, Alenka Florenin, aveva sollevato la questione del rispetto della legge 38 del 2001 sulla tutela delle minoranze linguistiche anche nel tratto del raccordo Villesse-Gorizia che ricade nel territorio comunale della municipalità isontina.
«Eravamo convinti che di fronte alla naturale necessità di procedere all'installazione della nuova segnaletica – spiega Semolic – venisse colta l'occasione per adeguarsi alle normative sul bilinguismo visivo. Così, purtroppo non è stato». Di fronte all'assenza di risposte da parte degli interlocutori coinvolti, l'Skgz ha così invocato l'intervento del prefetto, Maria Augusta Marrosu.
Il vertice Martedì scorso in Prefettura si è così svolta una riunione per dirimere la questione. Di fronte al rappresentante del governo sul territorio, lo stesso Semolic e il direttore operativo di Autovie, Enrico Razzini, affiancato da due collaboratori. Fumata bianca? Grigia, piuttosto.
«Autovie e il sindaco di Gorizia hanno fornito la loro disponibilità a riparare alla dimenticanza – riprende il presidente della Skgz goriziana -, mettendo in moto l'iter burocratico per la sostituzione dei cartelli sulla rotonda di Sant'Andrea. Dispiace perché, a fronte a una svista pur macroscopica, sarà necessario investire risorse per la realizzazione dei nuovi segnali, che rispettino la norma».
Istria e Alto Adige Resta da risolvere il nodo legato alla segnaletica già installata nei primi chilometri del rinnovato raccordo. Per Razzini, il Codice della strada vieta l'esposizione di cartellonistica bilingue sui tratti autostradali, richiesta invece dal sindaco Florenin e da Semolic per il tratto compreso tra la rotonda di Sant'Andrea e i due sottopassi in prossimità di Savogna.
«Eppure in Alto Adige, Val d'Aosta e anche in Istria, le autostrade sono dotate di tabelle con indicazioni bilingue – insiste Semolic -. Questione di interpretazioni». Skgz e Comune di Savogna non si fermano qui: attraverso la senatrice Tamara Blazina (Pd), la questione arriverà sul tavolo del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi.
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