Automotive, più di 20 a casa: è l'effetto del decreto Dignità

Stretta sui contratti a termine e l’azienda rinuncia agli interinali. La Fiom Cgil attacca. Dubbi anche sull’uscita di Magneti Marelli dall’universo Fca

UDINE. Il decreto Dignità si abbatte su Automotive lighting. In ragione della stretta sui contratti a termine, oltre venti lavoratori interinali – sul centinaio in forze allo stabilimento di Tolmezzo – sono stati lasciati a casa. Lo denuncia il segretario provinciale di Fiom Cgil, Giampaolo Roccasalva, convinto che il richiamo al decreto Dignità sia più che altro una scusa accampata dall’azienda per tagliare il personale che oggi conta 952 lavoratori a tempo indeterminato e un centinaio di precari.

«Lo dico – afferma Roccasalva – perché il decreto non è retroattivo, il regime transitorio arriverà fino al 31 ottobre e non dovrebbe esserci alcun effetto sui contratti in essere. Quindi? Perché questa ecatombe?».

Non è l’unica preoccupazione ad assillare il sindacalista. Accanto al taglio degli interinali il segretario dei metalmeccanici di Cgil segnala pure la situazione del reparto ricerca e sviluppo, «un ufficio da 100 persone che sembra non avere nuovi prodotti da sviluppare per i prossimi due anni. L’allarme serpeggia in fabbrica.

Corrisponde al vero? Nessuna risposta da parte dell’azienda», che nega spiegazioni – fa sapere ancora il sindacalista – pure in merito alla “generosa” concessione di ferie e permessi in queste settimane, «chiedi un giorno e te ne danno due, ne chiedi due e ti danno un week-end», e allo scorporo di Magneti Marelli dal gruppo, «con quali effetti per lo stabilimento carnico non sappiamo».

Dubbi, perplessità e interrogativi che sommati «non possono non preoccuparci ed è per questo – annuncia Roccasalva – che abbiamo deciso di non confinarli allo stabilimento ma di rivolgerci, a stretto giro, anche alle istituzioni, a partire dalla Regione Fvg che ha svolto un ruolo decisivo nei confronti di Automotive garantendole contributi pubblici».

A spingere sul piede di guerra il sindacato sono stati come detto i contratti a termine non rinnovati. Ufficialmente per colpa del decreto Dignità, la norma che in queste ore è all’esame della Camera per la conversione in legge, accusata dall’opposizione di non creare lavoro ma «disoccupati per decreto» denuncia il deputato Ettore Rosato (Pd). Il decreto fissa in 12 mesi la durata del contratto di lavoro a tempo determinato, prevedendo che possa arrivare a un massimo di 24 mesi solo in presenza di esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, oppure connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili della stessa.

Sono le famose causali. Con questo quadro avrebbe fatto i conti Automotive lighiting decidendo la non conferma degli interinali che prima del “taglio” erano un centinaio con questo nuovo perimetro normativo. Condizionale d’obbligo a sentire Cgil che addita alla scusa: le nuove regole per i contratti a termine non si applicano infatti per le proroghe e i rinnovi fatti nel periodo successivo al via libera del provvedimento e fino al 31 ottobre.

Il punto andrà chiarito al tavolo che Roccasalva mira ad aprire con la Regione per far luce su questa e altre questioni, non meno pressanti. Su tutte il futuro dell’azienda in vista dell’operazione di scorporo che il prossimo anno vedrà uscire Magneti Marelli dall’universo Fca, quindi il futuro più strettamente correlato all’azienda carnica.
 

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