Autografo negato, anche il direttore dell’Ance Fvg se la prende con Fedez

Fedez si rifiuta di firmare un diario di un bambino e si giustifica replicando: «L’autografo non è gratis, sono le regole degli staff».
Dopo la firma de La Repubblica Concita De Gregorio e il polverone di commenti e reazioni che ha scatenato la presa di posizione del cantante qualche giorno fa, anche a livello locale c’è qualcuno che coglie l’occasione per ribadire un concetto: il direttore dell’Associazione nazionale costruttori edili Fabio Millevoi, che sulla pagina del proprio profilo Facebook ha voluto rispondere apertamente a Fedez.
Ecco il suo post. «Sono vecchio per essere un suo fan ma trovando il tempo per ascoltare le sue canzoni, osservandola a X Factor, leggendo alcune sue interviste sono andato oltre a un corpo tatuato e ho scoperto una persona di grande intelligenza, di profonda sensibilità, ironia e simpatia.
Considerazioni che per lei, molto probabilmente, non hanno alcun valore poiché il mio apprezzamento non si trasforma per lei in fatturato, ma ciò è irrilevante; è importante, invece, che io abbia trovato il tempo per superare un giudizio superficiale fondato su un corpo tatuato dandomi l’opportunità di imparare, di crescere.
Sfogliando La Repubblica ho letto l’articolo di Concita De Gregorio che la riguarda: "l’autografo non è gratis, sono le regole degli staff" in altri termini si firma solo il cd, portato anche da casa e non necessariamente comprato nel negozio, ovviamente non se la prende con i bambini che arrivano con i loro fogli ma con i genitori che non rispettano le regole. Dura lex sed lex poteva aggiungere, ma che tristezza, se posso permettermi.
Lei, ormai, ha il potere di cambiare le regole e quindi anche di scegliere di autografare il diario di un bambino. Nel corso di un’installazione artistica realizzata ad Aquileia l’estate scorsa ho sottolineato che la vita è un labirinto e allora..."può decidere dove essere o non essere, di qui o di qua, magari per di lì, per istinto, intuizione, per ragione, dove c’è buio e incertezza ma insieme chiarore, incanto" (Wislawa Szymborska). Con i miei più sinceri auguri per le sue prossime scelte, fm».
Constatando - l’amara - realtà che se si nasceva nel Rinascimento si poteva incontrare Pico della Mirandola e a "dettare le regole" nella nostra «civiltà destinata a schiantarsi» sono invece cantanti, veline e calciatori, Millevoi sottolinea che proprio per il ruolo che rivestono oggi questi personaggi, praticamente dei guru ai quali attribuiamo valore, il potere di governare le regole ce l’hanno.
«Se maturano questa consapevolezza possono scegliere e fare molto – aggiunge –, compreso cambiare le regole». (g.z.)
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