Attesa per la beatificazione del friulano cardinal Pironio

Santo per gli uomini, ma non ancora per la Chiesa. Anche se il processo per la sua beatificazione non è ancora terminato, il cardinale Eduardo Francisco Pironio rimane una delle figure ecclesiastiche...

Santo per gli uomini, ma non ancora per la Chiesa. Anche se il processo per la sua beatificazione non è ancora terminato, il cardinale Eduardo Francisco Pironio rimane una delle figure ecclesiastiche al quale la comunità friulana è più legata.

Originario di Percoto (dalla piccola frazione del comune di Pavia di Udine, infatti, i suoi genitori Giuseppe ed Enrica Buttazzoni partirono per cercare lavoro in Argentina), Pironio nacque a Nueve de Julio nel 1920 e mai però dimentico le sue radici. E oggi proprio i suoi amici friulani lo ricorderanno nel 50º anniversario di ordinazione Episcopale con un incontro che prenderà il via alle 16 nel Seminario Diocesano di Castellerio (Pagnacco).

«La nostra amicizia è nata quando il cardinale è voluto venire a visitare Percoto. Quando entrò in Chiesa – racconta Rino Lestuzzi – si avvicinò al battistero, baciandolo ed esclamando, visibilmente commosso: “Da qui è nata la mia Fede”». Lestuzzi è un po’ il trascinatore di quella cerchia di persone, tutte residenti a Percoto e nei paesi limitrofi, che ha deciso di chiamarsi “Gruppo degli amici di cardinal Pironio” in virtù di questo forte legame consolidatosi negli anni in cui il presule argentino ha riscoperto l’intensità del sentimento verso la sua terra d’origine. «Nel maggio del 1976 è stato elevato alla porpora cardinalizia –continua il ricordo di Lestuzzi – invitando, in occasione della nomina, il parroco don Lauro Minin, che lui chiamava “il mio Parroco e il nostro gruppo”. Papa Paolo VI, che lo aveva già nominato vescovo nel ’64, celebrò una cerimonia commovente che ci ricorderemo per sempre». Dopo il suo passaggio per il vescovado di Mar del Plata, Pironio fu infatti chiamato dal Papa a Roma, per assumere la conduzione della Sacra Congregazione per i Religiosi e, più tardi, anche la direzione del Pontificio Consiglio per i Laici, dove tra l’altro collaborò a ideare le Giornate mondiali della gioventù. Nel suo testamento spirituale il cardinale Pironio scrisse, fra l’altro: «Rendo grazie al Signore per il mio ministero di servizio nell’episcopato. Quant’è stato buono il Signore con me! Ho voluto essere padre, fratello e amico dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, di tutto il popolo di Dio». Pironio morì a Roma il 5 febbraio 1998 e fu sepolto nel santuario di Nostra Signora di Luján, in Argentina. Il 23 giugno 2006 il cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha aperto la fase diocesana del suo processo di beatificazione.

Oggi, dunque, l’incontro a Castellerio cui parteciperà anche l’Arcivescovo di Udine, monsignor Andra Bruno Mazzocato e che sarà l’occasione anche per fare il punto sulla causa di beatificazione del cardinale, promossa nella diocesi di Mar del Plata (della quale Pironio fu vescovo) già nel 2003, appena trascorsi i cinque anni dalla morte, come prescrive il diritto canonico. Dopo un momento di preghiera e il saluto delle autorità, la figura e l’opera del cardinal Pironio, “uomo della speranza”, sarà tratteggiata da monsignor Fernando Vergez, vescovo titolare di Villamagna di Proconsolare e segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, già segretario del cardinale di origini friulane. L’incontro, moderato dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, monsignor Guido Genero, proseguirà con la proiezione di un dvd che presenterà i momenti salienti della vita sacerdotale di Pironio. Sarà poi dato spazio ad alcune testimonianze di persone che porteranno il loro ricordo del prelato. E infine, alle 19, monsignor Mazzocato celebrerà la Santa Messa di suffragio per il prelato.

Anna Dazzan

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