Assoluzione per l’avvocato Luciano Falomo

Ad accusarlo di infedele patrocinio era stata una ex cliente

Assolto con formula piena dal giudice monocratico Licia Consuelo Marino. Ha potuto uscire ieri a testa alta dal processo che lo vedeva imputato per patrocinio o consulenza infedele l’avvocato del foro di Pordenone Luciano Falomo: era difeso dall’avvocato Carla Panizzi. Il processo nasceva da un’imputazione coatta. La Procura, infatti, aveva chiesto inizialmente l’archiviazione.

La vicenda scaturiva da un altro caso, quello del rogo di Villa Sfreddo a Fontanafredda. La donna parte civile nel processo andato a sentenza ieri, infatti, era stata parte offesa nel processo per incendio doloso. In quel procedimento penale lei si era costituita parte civile, per chiedere il risarcimento dei danni.

La casa era di proprietà della donna e di un’immobiliare, della quale facevano parte anche gli zii. L’avvocato Falomo aveva assunto la difesa di tutti. Per conto di altri parenti aveva effettuato un sequestro su una casa a Pieve di Soligo e su un terreno a Follina, di proprietà dell’imputato per l’incendio. Grazie alla vendita di tali proprietà, i familiari della donna avevano ricevuto un risarcimento.

Secondo il capo di imputazione, l’infedele patrocinio era consistito nel non prospettare in tempo utile alla parte offesa la possibilità di un sequestro conservativo anche a nome della donna e dell’immobiliare. L’avvocato Panizzi in aula ha spiegato perché, tecnicamente, non era stato opportuno procedere con un sequestro anche in sede penale, a nome della donna.

Era stata, insomma, tutta una questione di scelte e strategie, che l’avvocato Falomo aveva sempre deciso secondo scienza e coscienza. Nel corso del processo hanno testimoniato ben sette avvocati.


 

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