Assistenza ai rifugiati, scattano i licenziamenti

La politica restrittiva del Governo ha ridotto gli ingressi. La Coop Nuovi vicini avvia la procedura per 9 lavoratori su 42
Tarcento 17 Febbraio 2015 profughi Copyright Petrussi Foto Press -Turco
Tarcento 17 Febbraio 2015 profughi Copyright Petrussi Foto Press -Turco



La nuova politica dell’accoglienza a livello nazionale, unita al blocco degli ingressi di richiedenti asilo a Pordenone dallo scorso autunno, ha sancito una drastica riduzione delle presenze dei migranti sul territorio provinciale e una rinegoziazione di servizi e tariffe per l’accoglienza. Di qui l’esigenza, da parte della Coop Nuovi vicini, dell’avvio di una procedura di licenziamento di 9 lavoratori a tempo indeterminato sui 42 in organico.

«Abbiamo effettuato una rinegoziazione con la Prefettura per una riduzione dei volumi di presenze di circa il 20 per cento – ha spiegato Ivana Latrofa di Nuovi vicini – da 775 a 620, ma in realtà i numeri sono ben più bassi e non raggiungono le 500 presenze. Inoltre c’è stato un ridimensionamento dei servizi, come le lezioni di italiano. I tempi determinati non sono più stati confermati e ora siamo costretti a rivedere anche il numero degli indeterminati».

I sindacalisti della Cgil Emanuele Iodice e della Cisl Angelo Del Tin e Antonio Vanin stanno cercando di trovare soluzioni per una questione che, in prospettiva, rischia di diventare un vero e proprio problema sociale. Oggi alle 17. 30 i sindacati incontreranno i lavoratori per ascoltare le loro istanze e domani alle 16 avranno un appuntamento col Prefetto.

«Il quadro che ci ha fatto la coop è molto pesante e legato a scelte nazionali che non condividiamo – ha affermato Iodice – perché stanno determinando un problema occupazionale e lo smantellamento di un sistema che penalizza le professionalità maturate, fondamentali per la coesione sociale».

Oltre all’incontro di oggi, i sindacati hanno chiesto alla coop l’istituzione di forme di incentivazione all’esodo che aiuterebbero chi non ha l’opportunità di trovare un diverso lavoro, nonché la valutazione di ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro alternativo al licenziamento: richieste che la coop si riserva di approfondire.

«Inoltre abbiamo chiesto un incontro d’urgenza con il prefetto – ha proseguito Iodice – per capire quali siano le sue valutazioni in merito e se siamo di fronte all’inizio di un percorso di riduzione sistematica di servizi e lavoratori. In una situazione di continuo calo delle nascite l’istituzione di forme corrette di integrazione risulta fondamentale per il futuro della nazione. Ma come si può parlare di integrazione se si toglie l’insegnamento dell’italiano? ». —



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