Ass: sempre meno ricoveri risparmi per 13 milioni

L’Azienda ha illustrato il piano per contenere le spese. Più prevenzione Le reazioni in commissione comunale: «Così ci stanno massacrando»
Di Vincenzo Compagnone
Bumbaca Gorizia 18.12.2013 Incontro sanità - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 18.12.2013 Incontro sanità - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Compito pre-natalizio imposto dalla Regione all’Azienda sanitaria isontina: elaborare una spending review volta a risparmiare, nel 2014, tredici milioni – mica bruscolini - rispetto all’anno che sta volgendo al termine. Come fare? Per illustrare il modo in cui i vertici aziendali hanno svolto il tema assegnato (il Piano è stato appena consegnato a Trieste) il direttore generale Gianni Cortiula e quello sanitario Marco Bertoli sono stati chiamati a rapporto dalla Commissione comunale sanità, presieduta da Celestino Turco, all’indomani del voto unanime con cui – ne parliamo in un altro servizio – il Consiglio ha dato mandato al sindaco Romoli di opporsi in ogni modo a quella che appare come una nuova, pesante penalizzazione per Gorizia nell’ambito della distribuzione delle risorse in area vasta con Trieste.

Puntare sul territorio I due manager non si sono nascosti dietro un dito: «La situazione non è facile – ha ammesso Cortiula – bisogna mantenere la qualità senza tagliare i servizi, ma eliminando i doppioni esistenti a Gorizia e Monfalcone e potenziando l’attività sul territorio e la prevenzione». Lapidario Bertoli: «La sanità o sarà territoriale o non sarà». Ovvero: i ricoveri ospedalieri dovranno essere drasticamente diminuiti (già nel 2013 ce ne sono stati 500 in meno e si dovrà proseguire su questo trend), portando fuori dalle mura dei nosocomi una buona fetta della riabilitazione, ortopedica e cardiologica. Due figure cardine saranno gli infermieri di continuità assistenziale e quelli di equipe territoriale che saranno raddoppiati, da 4 a 8». A Gorizia, la Chirurgia lavorerà dal lunedì al venerdì, con interventi programmati (“Week surgery”) mentre le urgenze nel fine settimana saranno dirottate su Monfalcone. Le specialità attive in entrambi gli ospedali non saranno più omologhe ma complementari.

I tempi della spending review L’attuazione del piano sarà graduale. «Fino a maggio – ha rimarcato Cortiula – la suddivisione dell’attività nei “reparti-doppione” sarà valutata da gruppi di lavoro. Le ricadute cominceranno ad essere visibili soltanto alla fine del 2014»”. Chi si aspettava una parola definitiva sulla sorte del Punto nascita è rimasto deluso. «Lavoriamo sul progetto transfrontaliero – ha affermato Bertoli – alla luce della realizzazione della Casa del parto. Ma ogni decisione – gli ha fatto eco Cortiula – dovrà essere approfondita in sede di Conferenza dei sindaci e ottenere il placet della Direzione regionale».

Le reazioni Numerosi i quesiti posti dai consiglieri (Baiocchi, Stasi, Rota, Rosy Tucci, Manuela Botteghi) ma a monopolizzare l’incontro è stato Bianchini. L’esponente di Sel ha tuonato: «Ci stanno massacrando. Prima lo zar Tondo, ora la zarina Serracchiani. Dobbiamo occupare il consiglio regionale e dimetterci se non otteniamo alcun risultato».

Due casi Di un fuori programma si è reso protagonista un cittadino che, dai banchi del pubblico, ha lanciato una dura accusa: «Sto soffrendo da nove mesi a causa dell’incapacità di un medico che non ha saputo interpretare una lastra. Ho dovuto rinunciare a due posti di lavoro. E domani sarò operato a Udine: vi sembra giusto»? Un altro caso è stato proposto da Bianchini: «Un paziente ha dovuto aspettare per 19 ore sdraiato su una lettiga del pronto soccorso prima di poter essere ricoverato, perché non c’erano posti letto liberi. E’ inammissibile».

Già, conciliare i risparmi con la qualità dei servizi: sarà possibile, viste le premesse?

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