Artegna sotto choc per la morte di Adotti

Leonardo, meglio noto come “Dino”, aveva 88 anni. Si è spento all’ospedale di Udine dopo aver contratto il coronavirus

ARTEGNA. Non ce l’ha fatta a sopravvivere alle gravi complicanze provocate dal coronavirus Leonardo Adotti, morto lunedì sera all’età di 88 anni all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dove era stato ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Terapia intensiva. Il lutto che ha colto la famiglia Adotti ha lasciato sgomenta la comunità di Artegna all’interno della quale quella di Leonardo Adotti, che tutti chiamavano “Dino”, era una figura di riferimento.

Alpino, appassionato di storia locale e custode delle memorie paesane, nel tempo aveva sviluppato una passione per l’archeologia, ed era alla sua esperienza che molti facevano riferimento in occasione dell’avvio di scavi archeologici.

Uomo concreto e di poche parole, incline alla riservatezza, aveva cominciato a lavorare presto nell’attività commerciale gestita dalla famiglia: il negozio di elettrodomestici in piazza nel capoluogo che sorgeva nello stabile accanto al municipio. È intorno a quell’attività, esercitata lungamente con il fratello Alberto, mancato molti anni fa, che si incentrata la sua esistenza. Ed è in quel contesto che i compaesani se lo ricordano con la sua innata manualità che metteva a frutto per riparare elettrodomestici di ogni tipo.

Nell’epoca in cui il consumismo non si era ancora affacciato, vendeva ai concittadini i prodotti e garantiva loro assistenza e riparazioni. Un’attività cui hanno dato una mano anche i figli, Roberto che lavora alla Sms di Tarcento e Liliana che con Claudio gestisce la tabaccheria ad Artegna. A dare la triste notizia alla comunità con un annuncio sulla sua pagina Facebook è stato il sindaco Alessandro Marangoni: «Carissimi concittadini – le sue parole – purtroppo vi devo comunicare una notizia che non avrei mai voluto dare: anche nel nostro comune abbiamo un decesso causato dal coronavirus.

Un nostro concittadino risultato positivo al Covid-19 purtroppo non ce l’ha fatta. L’amministrazione comunale e l’intera comunità si stringono ai familiari per la perdita del loro caro. Vi informo inoltre che ci sono altri tre casi di positività, che risultano isolati, non ospedalizzati e seguiti dal Dipartimento di prevenzione. A voi rivolgo l’invito a spostarvi esclusivamente per le reali urgenze, solo così potremo tutelare gli anziani, che in questo momento sono le persone più fragili. Assieme sapremo superare questo difficile momento. Vista la delicatezza del momento – ha concluso – vi chiedo la gentilezza di evitare domande o commenti».

Straziati dal dolore la moglie Margherita, Ii figli e i nipoti che, attenendosi alle disposizioni ministeriale annunciano i funerali in forma privata.

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