Arrivo del Giro sul Crostis: ecco il piano

COMEGLIANS. La gente del posto li chiama “I piani del Mai del Crostis”. È un’ampia conca prativa posta a quota 2.100 metri poco sotto la vetta della montagna che sovrasta la val Degano e la Valcalda. Ora è l’ultima frontiera del grande ciclismo in Carnia. Grazie a questo spiazzo, che di fatto sovrasta lo scollinamento della salita da Comeglians a quota 1.910, ora Enzo Cainero, il patron delle tappe friulane del Giro d’Italia, ha forse trovato il modo di fare arrivare una frazione della corsa rosa sulla montagna, che quattro anni fa fu rifiutata dal Giro con furibonde polemiche.
A impedire anche solo la progettazione di un arrivo di tappa sulla cima del Crostis infatti, fino a poche settimane fa, era la mancanza di spazio in quota per gli imponenti mezzi della carovana. All’altezza di Malga Chiadinas,innfatti, la strada asfaltata finisce e inizia la Panoramica delle vette, la strada sterrata di 6 km che a fatica trova spazio tra il versante roccioso e lo strapiombo.
Ecco quindi che la soluzione ipotezzata da Cainero, come già riferito, per unire il nome del Crostis alla corsa più amata dagli italiani era quella di superare le difficoltà logistiche e regolamentari emerse nel 2011 con l’asfaltatura della strada e, dopo la discesa, prevedere l’arrivo di tappa magari a Ravascletto.
Doveva essere questo ieri il motivgo della visita in quota del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello: gettare le basi, assieme ai sindaci dei Comuni proprietari della Panoramica, Ermes de Crignis di Ravascletto e Flavio De Antoni di Comeglians, per la messa in sicurezza dei tratti di strada minacciati da frane e la riapertura, la prossima estate, dell’importante asse viario in chiave turistica. Ponendo così fine, va aggiunto, alla vergogna della chiusura nell’ultima estate di una strada ormai conosciuta per la sua bellezza in mezza Europa.
Ed è stato così. Bolzonello ha messo d’accordo i sindaci (divisi dalle solite questioni di campanile che tanto fanno male alla Carnia), si è detto disponibile a un patto tra amministrazioni locali e Regione per la manutenzione della strada una volta riaperta e soprattutto ha percorso la Panoramica restando incantato dalla bellezza dei luoghi, nonostante la nebbia rendesse tutto più misterioro ma impedisse allo sguardo di spaziare lontano.
Ma soprattutto il vicepresidente della Regione e i due sindaci sono stati condotti da quel vecchio volpone di Cainero (che da mesi sta agendo sotto traccia e ieri si è guardato bene dallo scoprire le carte fino in fondo), ai “piani del Mai del Crostis”. Perchè il manager friulano, aiutato dal solito “consulente-cartografo” Vincenzo Candoni di Osoppo, ha scovato la vecchia mulattiera che parte a poche decine di metri dal monumento ai Donatori di sangue, proprio al culmine della salita sul Crostis, e conduce ai piani in quota in 500 metri di dura salita (punte superiori al 15%). È la stessa strada che porta a Gracco, la frazione di Rigolato arrampicata poco sotto sulla montagna.
Su quella mulattiera, adeguatamente allargata e asfaltata (ma non si esclude anche la posa di uno sterrato compattato stile Plan de Corones per intenderci) secondo il piano di Cainero, subito sposato da Bolzonello e i sindaci, i campioni del ciclismo potrebbero arrampicarsi già nel 2016, o al massimo nell’edizione successiva della corsa rosa.
Cainero nelle prossime settimane continuerà le verifiche e sottoporrà il progetto al direttore del Giro, Mauro Vegni e al suo staff. Prima che sul Crostis arrivi la neve potrebbero arrivare anche alcuni tecnici di Rcs per un sopralluogo. Ottenuto l’ok, partirà la progettazione dei lavoro per sistemare la mulattiera.
E qualcora qualcosa andasse storto, il manager e la Regione punterebbero decisi sull’asfaltatura della Panoramica delle vette, comunque prevista e non alternativa al progetto “segreto”.
Una cosa è certa, già la salita del Crostis, il gemello dello Zoncolan, è dura con i suoi 14 km, oltre il 10% di dislivello e punte negli ultimi km anche del 18%, con l’aggiunta di quasi 200 metri di dislivello in soli 500 metri e, soprattutto, lo spettacolo che si può gustare in cima, diventerebbe una scalata verso il cielo e un altro spot mondiale per il Friuli.
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