Arrivano i profughi? Tarvisio già in crisi

TARVISIO. Prima ancora di sapere quando aprirà il Cara, centro di accoglienza richiedenti asilo, alla caserma La Marmora e quale sarà il numero degli immigrati che vi saranno ospitati, sono già gravi le ripercussioni sull’economia del Tarvisiano. E proprio ieri, altri 30 clandestini sono stati fermati sul territorio. Uno dei settori più colpiti da questo “spauracchio” è quello immobiliare.
Fedra Meroi, che conduce una delle storiche agenzie, conferma che fra i clienti c’è viva preoccupazione. «Proprio mentre il mercato immobiliare si stava rianimando dopo anni di stasi è arrivata questa notizia che ha allarmato gli investitori. Sono già stati più d’uno gli imprenditori che erano interessati a sviluppare iniziative nella nostra zona a ritirarsi e indirizzarsi altrove, alcuni in Austria e altri in diverse regioni italiane. E anche nel campo della compravendita di abitazioni notiamo la preoccupazione della gente che s’è fatta molto dubbiosa».
«Indubbiamente questa – aggiunge Fedra Meroi – è una situazione molto delicata per i comparti turistico e commerciale e lo diciamo con grande rammarico, perché in questi ultimi anni Tarvisio ha fatto grandi passi per migliorare la qualità dei servizi da offrire agli ospiti. Ci siamo avvicinati molto allo standard dei nostri vicini di Carinzia e Slovenia e con le strutture programmate con il progetto Pisus i prossimi anni dovrebbero essere di ulteriore crescita. Per di più abbiamo anche un vero fiore all’occhiello, come il liceo sportivo Bachmann, che ha assunto una veste internazionale. Invece, pare che si voglia affossare tutto facendoci diventare un luogo famoso per un Cara».
Chi tutelerà dei danni che questo centro arrecherà? La domanda conseguente, considerato che quello di Gradisca d’Isonzo e altre strutture analoghe finora si sono segnalate per le immagini negative.
«Il turismo non può assolutamente convivere con un centro di questo tipo – afferma Diego Bellotto dell’hotel Edelhof –. Già ora nelle telefonate per le prenotazioni dobbiamo continuamente rassicurare i clienti che, di fronte a questa ipotesi, preferiscono rivolgersi in altre località. In particolare un affezionato cliente di Roma che quest’estate ha intenzione di soggiornare un mese da noi ci ha già informati che se Tarvisio perderà la sua tranquillità con l’apertura del Cara rinuncerà a venire in Valcanale».
Riguardo a un albergatore dell’area della caserma La Marmora che s’è reso disponibile ad accogliere rifugiati, il sindaco Renato Carlantoni vuole precisare che questi, «ben conscio della fine dell’attività alberghiera con l’apertura dell’ipotizzato Cara, s’è reso disponibile ad accogliere immigrati già qualche mese prima dell’apertura del centro, cambiando l’indirizzo dell’albergo. Questo – precisa Carlantoni – perché il messaggio uscito dalla Prefettura riguardo ai 29,50 euro al giorno a testa per chi li ospita è stato veramente devastante. Di fatto non crea solidarietà, ma la compra e dimentica le gravi conseguenze per il nostro territorio».
Intanto, all’alba di ieri sono stati individuati a Tarvisio Basso, dai carabinieri e dalla Polizia di frontiera, una trentina di immigrati, fra afgani e pakistani. Purtroppo, fino a ieri sera, per i sei minori del gruppo, non era stato possibile trovare posto nei centri sociali e hanno dovuto trascorrere anche la notte nella caserma dei Cc. E c’è allarme anche in Austria: il vicepresidente del Land della Carinzia, il liberale Christian Ragger del Fpoe, a chiedere udienza al sindaco Renato Carlantoni. L’incontro si terrà martedì.
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