Fingono il finto incidente della figlia e rubano 15mila euro d'oro a un'anziana: ventunenne fermato in strada

I carabinieri hanno fermato il presunto responsabile nella frazione di Caneva dopo il tentativo di fuga e l'aggressione ai militari. Restituiti all'anziana oltre 130 grammi di oro rubati con la truffa del finto incidente

Restituita la refurtiva all'anziana truffata
Restituita la refurtiva all'anziana truffata

Lunedì 12 ottobre 2026 i carabinieri della Compagnia di Sacile hanno arrestato in flagranza di reato un ragazzo di 21 anni di origini tunisine, M.M., ritenuto il presunto responsabile di una truffa aggravata ai danni di un'anziana e dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'intervento è nato dopo una serie di segnalazioni arrivate alla centrale operativa per diversi tentativi di raggiro messi in atto con la tecnica del finto militare nei comuni della pedemontana pordenonese.

La segnalazione e la colluttazione a Sarone

Intorno alle ore 14:00 il comandante della stazione di Polcenigo, allertato da un residente per la presenza di due giovani sospetti nella frazione di Sarone di Caneva, è intervenuto insieme ai propri militari per un servizio di osservazione. Quando le forze dell'ordine si sono avvicinate per effettuare un controllo, i due ragazzi hanno tentato di scappare.

I militari sono riusciti a fermare il ventunenne, il quale ha opposto una forte resistenza colpendo gli operatori con calci, pugni al volto e morsi. L'episodio è avvenuto in strada sotto gli occhi di vari passanti che si sono offerti di prestare aiuto. Per immobilizzare il giovane è stato necessario l'invio di una seconda pattuglia. Tre dei quattro militari intervenuti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni di prognosi.

Il recupero dei gioielli e la restituzione alla vittima

Portato in caserma e sottoposto a perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di oltre 130 grammi di monili in oro, per un valore stimato di circa 15.000 euro, nascosti nelle tasche dei pantaloni e nella biancheria intima. Grazie alla testimonianza di un cittadino, gli investigatori sono riusciti a risalire alla vittima, un'anziana residente nella stessa via in cui è avvenuto il fermo.

La donna ha riconosciuto i propri gioielli in caserma. Poco prima era stata contattata al telefono da un complice che le aveva raccontato un falso incidente stradale con il presunto coinvolgimento della figlia, convincendola a consegnare tutti gli oggetti preziosi per evitarne l'arresto. Il ragazzo è stato trasferito nella casa circondariale di Pordenone, mentre l'intera refurtiva è stata restituita alla proprietaria.

Nello stesso giorno le forze dell'ordine hanno registrato altri 15 tentativi di raggiro falliti nei comuni di Polcenigo, Sacile, Fontanafredda, Brugnera, Sequals, Budoia, Aviano, Maniago e Meduno, sventati grazie alla prontezza dei residenti che hanno chiuso la telefonata e contattato il 112.

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