Don Saracino accolto a Udine sud ovest: «Mi sento benvenuto»

Sarà parroco di una comunità pastorale di 10.000 fedeli. Nato a Udine nel 1966, è stato ordinato sacerdote nel 1993: «Continuerò a promuovere per primi i rapporti personali»

Giuseppe Beltrame
La messa
La messa

L’accoglienza è stata quella delle grandi occasioni per don Federico Saracino nel suo nuovo incarico di parroco di san Giuseppe, san Rocco, Cormôr e Tempio Ossario.

Le parrocchie compongono la Collaborazione pastorale di Udine sud ovest, che raccoglie 10.000 fedeli ed era amministrata finora da don Emmanuel Runditse, a sua volta trasferito nelle comunità di Gonars, Bicinicco e Santa Maria la Longa. Nel primo pomeriggio di sabato scorso, l’arcivescovo, monsignor Riccardo Lamba, ha introdotto il parroco nella sua nuova comunità con una messa nella chiesa di san Giuseppe in viale Venezia.

«Continuerò a promuovere in primo luogo i rapporti personali, come ho sempre fatto in tutta la mia attività pastorale», ha spiegato don Saracino. Ad aspettarlo in chiesa c’erano centinaia di persone, «l’emozione c’è, anche se, tra le tante cose da fare di questi giorni, forse prenderò piena coscienza di questo passaggio solo nei prossimi giorni», ha aggiunto.

La celebrazione è cominciata con l’entrata solenne in processione in chiesa degli otto sacerdoti concelebranti vestiti con i paramenti del tempo ordinario. Si è proseguito poi con il rito e gli omaggi, oltre che dell’arcivescovo, dei fedeli e dell’amministrazione comunale, per voce del vicesindaco Alessandro Venanzi.

Al termine della celebrazione il sacerdote ha firmato il documento che certifica la presa in carico del nuovo mandato e ha partecipato poi al momento conviviale di benvenuto nello spazio verde adiacente alla parrocchia. Ad accoglierlo anche uno striscione: «Benvenuto don Federico», le parole dedicate al sacerdote dai suoi nuovi parrocchiani. Gabbana nera e tricorno dello stesso colore in testa, il sacerdote ha voluto dedicare le prime parole di ringraziamento ai fedeli: «Mi sono sentito da subito accolto», ha sottolineato.

Per il presbitero, nato a Udine nel 1966 – è cresciuto nella parrocchia di san Paolino – e ordinato nel 1993 dall’allora arcivescovo Alfredo Battisti, si tratta del primo incarico pastorale in città. Dopo l’inizio del suo ministero a Cividale in qualità di vicario parrocchiale, nel 1996 è arrivato nelle Valli del Natisone come parroco in solidum di san Pietro al Natisone, Antro, Bischis ed Erbezzo. Trasferito nel 2002 a Pertegada, Gorgo e Bevazzana, ha assunto poi l’incarico di cappellano ospedaliero dell’ospedale civico di Udine. Nel 2006 è stato trasferito nuovamente nelle Valli, come parroco di Liessa e amministratore parrocchiale di Drenchia, fino al 2017 quando è diventato parroco di Faedis, Campeglio e successivamente amministratore parrocchiale di Nimis (2020) e Platischis, Prossenicco e Torlacco (2021).

All’attività pastorale si è associata nel tempo quella nella giustizia ecclesiastica. Dal 2015 don Saracino è infatti Difensore del vincolo e promotore di Giustizia presso il tribunale diocesano, dal 2020 riveste poi il medesimo incarico anche nel Tribunale ecclesiastico regionale del Triveneto. Dallo stesso anno è anche referente del Servizio diocesano per la tutela dei minori per l’Arcidiocesi di Udine. «Il mio ruolo è simile a quello del pubblico ministero nella giustizia civile», ha spiegato.

Don Saracino ha voluto dedicare anche un pensiero alle comunità delle Valli: «Dopo dieci anni, dispiace lasciare un luogo che mi ha accolto come fossi a casa, dove si erano creati tanti rapporti sinceri».

Ma guarda già al nuovo incarico: «Nelle prossime settimane incontrerò i responsabili dei vari consigli pastorali così da organizzare le diverse attività nei vari settori», spiega. «Rifletteremo anche sulle opportune modalità per servirsi delle strutture, in diversi casi molto grandi, di cui disponiamo tra chiese e spazi parrocchiali della Collaborazione».

 

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