Architetto con una grande passione per politica e sport

SACILE. «Sfigà. Così il buon Mario avrebbe detto della sua fine tragica a 71 anni». Ironico, simpatico, gentile e “tranchant” sui casi della vita: l’architetto Mario Simionato era così. Prendere o lasciare quel carisma vulcanico e l’amico e collega Piero Pilloni, ieri, aveva il magone a raccontarlo. «Come se Mario fosse qui – racconta –. Progetti, camminate in montagna, cene, famiglia: non era un uomo comune. Avevo temuto succedesse questo perché la montagna era la sua vita. Si sentiva più leggero, senza sentire la fatica, senza sentire il tempo che inesorabilmente passava. Mario diceva di avere 42 anni, perchè era nato nel 1942, il 7 luglio».
Scout a Sacile quando nel gruppo c’era la classe dirigente del dopoguerra. Geometra e poi architetto (laurea a Venezia), aveva aperto in via Isonzo lo studio di progettazione. «Capiva i problemi della gente – ricordano gli ingegneri che hanno collaborato nei cantieri aperti con l’impresa Altinier –. Sapeva essere concreto nel mettere a fuoco l’iter per intervenire con una ristrutturazione. Oppure un nuovo progetto e non perdeva tempo: realizzava case e capannoni».
Edilizia, politica, sport, montagna: il paradigma della vita sociale di Simionato. Assessore allo sport e tempo libero lo era stato nella giunta Sartori di Borgoricco, negli anni Settanta e Ottanta. Prima scudocrociato, poi socialdemocratico e, negli anni Novanta, la sua “Lista per Sacile” con Toni Altienier, Maria Grazia Gargan e altri, aveva fatto da apripista. Consigliere comunale prima e poi nella commissione edilizia dal 1995, anche consulente esterno, non aveva mai mollato. Con la tessera Pd in tasca, rinnovata all’alba 2014. Sposato con Alida Basso e padre di Ruggero (ex presidente della Pro Sacile) e Stefania, aveva pianto il suo primogenito Luigi, vittima di un incidente d’auto negli anni ’90.
Dal 2000 al 2004 un’altra avventura: presidente della sezione “Guarini” dell’Associazione italiana arbitri. Il calcio l’ha vissuto da commissario nelle partite di A e B. «Fedele – dice Pilloni – alla montagna». Che che l’ha tradito ieri.(c.b.)
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