Apre il sito della biblioteca e trova immagini porno
Torviscosa: “scoperta” dell’assessore Settimo Mareno, che si rivolge al sindaco e alla polizia. Era l’indirizzo della Rete civica: scaduto il contratto, è stato acquisito da stranieri.

TORVISCOSA. Apre il sito di una biblioteca della Bassa friulana e sul video vede comparire immagini pornografiche. L’incredibile episodio è accaduto all’assessore alla cultura del Comune di Torviscosa, Settimo Mareno, che, superato l’iniziale choc, si è subito attivato per cercare di capire com’era potuta accadere una cosa simile. E, considerando che il sito è alla facile portata anche di bambini, si è anche dato da fare per far si che tale situazione venga al più presto eliminata. Ha, quindi, presentato un’interrogazione al sindaco, Roberto Fasan.
«Immaginate la mia sorpresa quando mi sono accorto di essere finito direttamente su un sito pornografico - confessa l’assessore Settimo - ma, dopo lo sconcerto iniziale ho cercato di ricostruire la vicenda, riportando la “storia” nell’interrogazione”. Vediamo cos’è accaduto. «Nel 2000 i comuni di Carlino, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa avevano affidato all’Insiel la creazione e la gestione dei propri siti internet attraverso una rete denominata “Rete Civica Bassa Friulana-sito ufficiale dei comuni della Bassa Friulana” avente come link la sigla www.bassafriulana.org - si legge nella comunicazione di Settimo -.
Ma, dal 31 dicembre del 2007 la convenzione con l’Insiel non è stata rinnovata in quanto i singoli comuni si sono progressivamente resi autonomi nella gestione dei propri siti internet. Sulla base di quanto poi successo appare verosimile - continua l’assessore - che il gestore originario abbia abbandonato a se stesso il dominio www.bassafriulana.org non rinnovando i diritti sullo stesso con il risultato che ora il sito è stato acquisito da un nuovo gestore che lo ha trasformato in sito pornografico.
Sono però ancora molte le istituzioni pubbliche e le reti private che nelle proprie pagine elettroniche conservano inconsapevolmente il link, o che sono accessibili attraverso questo stesso link, con risultati difficilmente quantificabili sia sotto il profilo dell’immagine che sotto il profilo della responsabilità penale».
Settimo, peraltro, traccia un lungo elenco di siti collegati con il link “galeotto” e, in questo elenco c’è persino «un famoso santuario religioso friulano», oltre a Informagiovani del comune di Trieste, il centro per l’impiego di Cervignano del Friuli, la Provincia di Brescia, l’Ordine dei Commercialisti della Provincia di Udine molti siti che fanno riferimento a scuole e biblioteche della Bassa Friulana, a comuni della Bassa Friulana, alla Provincia di Udine ed alla Regione FVG». L’assessore, come detto, ha subito presentato un’interrogazione al sindaco, Roberto Fasan, che si è senz’altro già personalmente attivato.
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