Apre il gas, esplosione Artigiano in fin di vita

Ieri mattina a Orcenico Inferiore. L’uomo ha riportato gravissime ustioni Danni agli alloggi circostanti e al locale contro cui da tempo combatteva
Di Manuela Boschian

Un appartamento sventrato da un boato, l’incendio, un uomo avvolto dalle fiamme che scende in strada, cerca di raggiungere una fontanella e lì crolla, agonizzante. Ieri, a Orcenico Inferiore di Zoppola, una sonnolenta mattinata di pioggia si è trasformata in un viavai di soccorsi, di sconcerto, di domande per il momento senza risposte.

Di certo c’è il nome dell’uomo devastato dal fuoco: è Francesco Balletta, 35 anni, originario della Puglia, portato qualche anno fa nel ricco Nordest dalla speranza di trovare un lavoro stabile da artigiano qual era. Aveva preso casa a Orcenico Inferiore, in via Fornace, a ridosso della Pontebbana. Abitava in uno dei quattro appartamenti sopra il locale notturno Kartika. Non si rassegnava, però, ai rumori che a suo dire provenivano dal lounge caffè e negli ultimi mesi si era reso protagonista di diverse, clamorose azioni di protesta. Ed è lì che, ieri mattina, si è scatenato un finimondo ben più tragico del vociare e della musica del locale. Quali siano le cause dell’esplosione nell’appartamento di Balletta, per ora nessuno può dirlo. Troppo presto, troppe macerie, troppi dubbi. Si viaggia sul filo delle ipotesi. La più probabile è che la deflagrazione sia stata innescata dal gas. Se l’appartamento si sia saturato per cause accidentali o dolose lo potranno dire gli accertamenti che i tecnici dei vigili del fuoco stanno effettuando in queste ore. Francesco Balletta, intanto, versa in condizioni disperate. Trasportato con l’elisoccorso al Centro grandi ustioni di Padova, avrebbe riportato bruciature di terzo grado su oltre il 40 per cento del corpo.

L’inferno è scoppiato poco dopo le 10.30. Fino a prima, il borgo di case accanto al Kartika era silenzioso e deserto. Il locale notturno aveva chiuso come sempre attorno alle 3, il bar trattoria Da Barbaro, al di là di via Fornace, aveva ugualmente le serrande abbassate. Unici rumori, la pioggia battente e il traffico sulla Pontebbana. Fino al boato che ha fatto uscire tutti di casa, seguito da un violento incendio. Il punto d’origine del fuoco lo si vedeva a occhio nudo: l’appartamento a sinistra al secondo piano dell’edificio, che ospita il Kartika al pianterreno e quattro appartamenti nei due superiori.

Boato e fuoco. Dopo di che, una cappa di fumo nero. La caligine non è però bastata a nascondere a quanti erano in strada l’immagine agghiacciante di un uomo - c’è chi dice fosse in pigiama - avvolto dalle fiamme. Era Francesco Balletta. Riuscito a scappare dal suo appartamento in fiamme, era sceso in strada, cercando di raggiungere una vicina fontanella. A quel punto, i soccorsi erano già stati allertati. Se il Kartika era chiuso e di Balletta si era vista la sorte, nello stabile risultavano però esserci altri residenti. Due, per la precisione. Il trentottenne Ernesto Forcignano, titolare del Kartika assieme a Marco De Monte, che con moglie e figli (in quel momento per fortuna assenti) abita nell’appartamento accanto a quello di Balletta, e Natasha Santarossa, che vive in quello sotto al pugliese. Sotto shock, ma incolumi, sono attualmente gli unici testimoni della vicenda. E’ stato proprio Forcignano, a trovarsi davanti il vicino di casa avvolto dalle fiamme. Ed è stato sempre il contitolare del Kartika, a chiamare i soccorsi. Stordito dal fumo e dall’accaduto, a titolo precauzionale è stato portato in ospedale.

Nessuno, al momento, può dire cosa sia successo nell’appartamento di Balletta. Che l’esplosione sia dovuta a un ambiente saturo di gas, pare assodato. Ma cosa l’abbia provocata, è un mistero. L’ha causata involontariamente Balletta accendendo magari un interruttore o un accendino? Qualcuno ha suonato al suo campanello innescando la scintilla fatale? E’ stato un gesto pianificato? Impossibile dirlo.

Intanto, per spegnere l’incendio ci sono voluti tre squadre dei vigili del fuoco, sette mezzi e oltre otto ore di lavoro, mentre l’inchiesta è stata affidata ai carabinieri della stazione di Fiume Veneto, coordinati dal pubblico ministero Monica Carraturo.

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