Appello per il giardino del quartiere fieristico

Problemi igienici e ambientali per il mancato ortobotanico Coinvolti anche 5 Comuni. La proposta di una associazione
Di Margherita Terasso

TAVAGNACCO. Alberi secolari trascurati, piante soffocate dalla vegetazione, edifici abbandonati. Con il rischio di incontrare ratti e altro ancora. Passeggiare lungo l’area verde del quartiere fieristico, nella zona che si estende dai padiglioni espositivi di Udine e Gorizia fiere fino al Parco del Cormôr, non è quel che si dice un piacere per gli occhi. Il degrado del percorso, che rappresenterebbe un patrimonio botanico e naturalistico di enorme valore, è evidente a tutti. Specie all’associazione Amici del parco botanico, che dal 2003 cura il percorso educativo-ricreativo botanico Cormôr, ma si divide anche tra attività didattiche per bimbi e piccole manutenzioni.

«Questo giardino è un pezzo di storia del Friuli e lo stato delle cose non è accettabile – dice Maura Aimo, dell’associazione –. Le piante secolari stanno morendo: qualcuno deve prendere in mano la situazione e occuparsi della gestione botanica di tutto il compendio».

L’idea della onlus, che fa parte della Società botanica italiana e del Botanic garden conservation international – è di creare una realtà giuridica che possa intervenire sull’area a 360 gradi. L’associazione ha partecipato agli incontri del Piano paesaggistico regionale segnalando i punti critici della zona predisponendo un Master plan di collegamento con il centro fieristico legato anche alla viabilità. Uno sforzo che al momento pare non aver trovato soddisfazione, nonostante l’intenzione di riqualificare l’area esista da tempo. La commissione regionale dei servizi 4 anni fa aveva approvato un progetto da 2 milioni della Provincia (“Elfo, il giardino in fiera: magia d’acque, suoni, colori”, elaborato dall’architetto Elisa Trani) per realizzare un orto botanico. Si prevedeva anche il recupero dell’asilo dell’ex Cotonificio per farne un centro visite. Ma tutto è fermo e l’aspetto del parco peggiora.

C’è un colpevole? Non proprio, ma gli attori che possono avere un ruolo nel cambiamento – da Udine e Gorizia fiere (proprietaria dell’area) alla Provincia, fino ad Antonio Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli (in funzione di sponsor) – potrebbero fare qualcosa. «Proprietari e sponsor devono mettersi d’accordo per riqualificare l’area - rileva Aimo –. Poi noi volontari saremo lieti di lavorarci gratis». Il passo successivo, dato che il giardino è nel crocevia di 5 Comuni, sarà coinvolgere i sindaci di Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Tavagnacco e Pagnacco.

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